Nasa: è pronta al lancio la sonda made in Bari


ROMA – A Cape Canaveral è tutto pronto per il lancio di Glast, il più potente telescopio spaziale mai costruito per osservare i fenomeni estremi dell’universo, che avvengono a energie altissime come supernovae e buchi neri. Il satellite, al quale l’Italia ha dato un grande contributo, si trova ora nel «naso» del lanciatore Delta II. Il conto alla rovescia riprenderà alle 15.05 (ora italiana) e il lancio è previsto alle 17,45 italiane, con una finestra fino alle 19,40. Oltre che con l’Agenzia spaziale Italiana (Asi), l’Italia partecipa alla missione Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) con le sezioni di Bari, Padova, Perugia, Pisa, Roma, Trieste e Udine. La missione è organizzata da Nasa e Dipartimento per l’Energia degli Usa, con il contributo di Francia, Germania, Giappone e Svezia.
Costato 690 milioni di dollari, Glast (Gamma-ray Large Area Space Telescope) sarà una sorta di grandangolo capace di osservare una grandissima porzione di cielo. Grazie a questa capacità per dieci anni potrà raccogliere dati sull'universo invisibile all’occhio umano, nel quale sono liberati i raggi gamma, la più potente forma di energia nello spettro elettromagnetico. Tra le domande cui Glast potrà rispondere, quella sulla composizione della misteriosa materia oscura che occupa il 25% dell’universo. Una volta in orbita, completati i test sugli strumenti, i primi dati sono attesi entro 90 giorni.
Lungo 2,8 metri e largo 2,5 (senza pannelli solari), Glast è il fratello maggiore del piccolo telescopio italiano Agile, lanciato nel 2007. La tecnologia alla base dei due telescopi è la stessa, ma Glast potrà vedere una porzione di cielo molto più ampia.