Trasporto marittimo, il Sistema Puglia all'Expo di Saragozza

Il workshop che si e' tenuto questa mattina (''La Puglia e le vie di comunicazione sull'acqua. La logistica, l'intermodalita''') e' stato aperto da Carlo Dellino, Direttore Ufficio Porti ed Aeroporti - Settore Trasporti della Regione Puglia: ''L'acqua e' alla base dello sviluppo dei trasporti marittimi'', ha esordito Dellino ''Sotto il profilo irriguo la Puglia e' notoriamente affetta da grandi problemi, mentre per quanto riguarda lo sviluppo della costa (oltre 800km) l'acqua e' decisamente piu' abbondante. Esistono una miriade di porti con delle autonomie funzionali che pero' hanno conosciuto grandi periodi di crisi. Si e' quindi cercato di coinvolgere le 3 autorita' portuali (Bari, Brindisi, Taranto) al fine di alleggerire il carico che grava su Bari''.
''Quest'ultima - ha aggiunto -e' infatti una citta'-porto, condizione che comporta molte difficolta' nella distribuzione-uscita dal porto delle merci verso le piattaforme. E' fondamentale, quindi, spalmare il traffico su piu' porti con il duplice scopo di alleggerire il traffico di quello principale e di coinvolgere i porti minori''.
Successivamente e' intervenuto il Presidente dell'Autorita' Portuale di Brindisi, Giuseppe Giurgola per presentare l'esperienza dei tre porti principali della Regione Puglia, che - ha osservato lo stesso Giurgola - ''desiderano presentarsi con un'unica identita', un complesso di piattaforme e di servizi pur avendo caratteristiche differenti. Bari, ad esempio, movimenta un traffico importante sia di traghetti che di navi da crociera. Nonostante la crisi degli anni scorsi, la lungimiranza ha portato allo sviluppo del traffico che ha raggiunto il suo punto massimo. Oggi c'e' quindi bisogno di ulteriori investimenti. Taranto, invece, si colloca come vero e proprio punto di riferimento per il traffico container. Gia' dieci anni fa aveva a disposizione 1.000.000 di mq se pur con una non chiara destinazione d'uso''.
''Il porto di Brindisi merita invece- ha continuato - un discorso a parte. Gli ultimi quindici anni sono stati determinanti per lo sviluppo del settore, ma Brindisi non e' stata in grado di cogliere gli spazi disponibili, che sono stati occupati da altri. In 10 anni ha visto ridursi il numero di passeggeri di 1 milione mentre il traffico traghetti ha subito una frenata del 70%. I segni di ripresa, pero', ci sono e sono confortanti. Se e' vero che il traffico proveniente da paesi come la Cina, aumentera' nell'area adriatica da 33 a 77 milioni in circa 10 anni, e' indispensabile farsi trovare pronti''.
Dell'aspetto legato allo sviluppo tecnologico ha invece parlato Alberto Zara, responsabile del progetto S.I.T.I.P. (Sistema Informativo e Telematico Integrato per i Porti di Bari, Brindisi e Taranto) della Regione Puglia : ''La Puglia e' diventata un Sistema Portuale Unico'', ha concluso Zara. ''Si veda ad esempio l'area dei porti del Levante che coinvolge Bari, Barletta e Monopoli. Per migliorare il sistema dei servizio, e' stata adottata una nuova strategia che passa anche attraverso l'informatica. Il nuovo sistema permettera' di risparmiare circa cinque ore per il passaggio da gomma a nave. Questa tecnologia copre anche i controlli di sicurezza, oggi sempre piu' necessari''.
Di grande interesse e' anche il nuovo sistema dei Porti Turistici in Puglia. Questo settore e', infatti, in forte espansione sia a livello nazionale che internazionale e rappresenta un'opportunita' strategica di crescita socioeconomica. Ad oggi il trend naturale di crescita del numero di posti barca e' intorno al 2,5% annuo. Il miglioramento qualitativo lo farebbe, invece, attestare intorno al 5%. Potenziare sia l'aspetto qualitativo che quello quantitativo e' quindi di prioritaria importanza se si vuole ricoprire il ruolo di valido competitor all'interno del bacino del Mediterraneo. ''L'aspetto nuovo di questo progetto - ha spiegato l'Assessore al Turismo Massimo Ostillio raggiunto al telefono - e' la modalita' dinamica. Sono stati individuati dei tratti di costa e ad ognuno e' stato assegnato un potenziale sia per posti barca che per servizi annessi. Sono stati poi determinati i tempi di progettazione, sulla base di una fotografia della situazione al 31 dicembre 2007. In quella data il numero complessivo di posti barca disponibili era pari a 10.968''.
''Al 2009 si e' calcolato, sulla base di opere appaltate o in fase di appalto, di raggiungere le 11.884 unita'. L'aumento, pur significativo, non risulta comunque - ha aggiunto -sufficiente per intercettare anche la domanda che si determinerebbe nel tempo. La modalita' dinamica prevede invece che, se il porto del tratto di costa individuato non dovesse riuscire a portare a termine i progetti nei tempi concordati, il numero di posti barca previsti per quella localita' passerebbero ad un'altra. Questo comporterebbe anche lo spostamento dei finanziamenti previsti per gli investimenti. Si tratta quindi di un modello virtuoso che farebbe ipotizzare una dotazione per la Puglia di circa 14.000 posti barca''.
''Data la posizione geografica occupata, si verrebbe quindi a creare - secondo Ostillio - una ''Rete della portualita' turistica'' che dovrebbe affermarsi come un vero e proprio concorrente nel bacino del Mediterraneo, sia per quanto riguarda il turismo sia per quanto riguarda la richiesta degli stanziali''.Non dimentichiamoci che spesso oggi si preferiscono le coste balcaniche rispetto a quelle pugliesi, o di regioni confinanti, proprio per la qualita'-quantita' dei servizi offerti''. La giornata si e' conclusa con l'incontro ''Water and Governance'' sempre all'interno dell'Auditorium del Padiglione Italia.
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