Omicidio Meredith, legale Sollecito: "Raffaele è stato incastrato"
BARI - "Mi rifiuto di parlare di un movente che non c'e', che non e' mai stato prospettato nei confronti di Raffaele Sollecito". Ad affermarlo il legale dello studente di Giovinazzo, l'avvocato Giulia Bongiorno, durante la sua arringa davanti alla Corte d'assise di Perugia.
Attendo in sede di replica - ha proseguito il legale - di sapere perché Raffaele avrebbe dovuto prendere parte all'omicidio di Meredith Kercher, che conosceva solo
sporadicamente. Voglio sapere perche' lo ha fatto". L'avvocato Bongiorno durante la sua arringa ha anche mostrato in aula le immagini dei brogliacci della polizia relativi alle
intercettazioni svolte a carico di alcuni familiari di Raffaele Sollecito e sui quali si leggono alcuni commenti sui familiari stessi.
"Chi fa le indagini non deve avere animosita"' ha detto il legale. "In questo processo tra tanti dubbi c'e' una certezza: Rudy Guede e Raffaele Sollecito non si conoscevano affatto. Si sono incontrati per la prima volta in aula durante l'udienza preliminare e l'unico elemento che li unisce e' il capo di imputazione".
Lo ha detto l'avvocato Giulia Bongiorno, difensore di Raffaele Sollecito, imputato con Amanda Knox nel processo per l'omicidio di Meredith Kercher, pronunciando la sua arringa davanti alla Corte d'Assise di Perugia rivolgendosi ai giudici popolari.
"Raffaele fino a quel giorno coltivava i suoi studi, la sua vita - ha proseguito l'avvocato - Poi e' inciampato su quell'impronta che gli ha strappato tutti i sogni. Con quella impronta Raffaele é stato oggettivamente incastrato sul luogo del delitto.
Pm, Riesame e Cassazione individuano nell'impronta il dato oggettivo che incastra
Raffaele. Raffaele e' andato in carcere per una impronta che é stata poi attribuita a Rudy Guede. Come mai tutti questi giudici sono incorsi in errori?".
Attendo in sede di replica - ha proseguito il legale - di sapere perché Raffaele avrebbe dovuto prendere parte all'omicidio di Meredith Kercher, che conosceva solo
sporadicamente. Voglio sapere perche' lo ha fatto". L'avvocato Bongiorno durante la sua arringa ha anche mostrato in aula le immagini dei brogliacci della polizia relativi alle
intercettazioni svolte a carico di alcuni familiari di Raffaele Sollecito e sui quali si leggono alcuni commenti sui familiari stessi.
"Chi fa le indagini non deve avere animosita"' ha detto il legale. "In questo processo tra tanti dubbi c'e' una certezza: Rudy Guede e Raffaele Sollecito non si conoscevano affatto. Si sono incontrati per la prima volta in aula durante l'udienza preliminare e l'unico elemento che li unisce e' il capo di imputazione".
Lo ha detto l'avvocato Giulia Bongiorno, difensore di Raffaele Sollecito, imputato con Amanda Knox nel processo per l'omicidio di Meredith Kercher, pronunciando la sua arringa davanti alla Corte d'Assise di Perugia rivolgendosi ai giudici popolari.
"Raffaele fino a quel giorno coltivava i suoi studi, la sua vita - ha proseguito l'avvocato - Poi e' inciampato su quell'impronta che gli ha strappato tutti i sogni. Con quella impronta Raffaele é stato oggettivamente incastrato sul luogo del delitto.
Pm, Riesame e Cassazione individuano nell'impronta il dato oggettivo che incastra
Raffaele. Raffaele e' andato in carcere per una impronta che é stata poi attribuita a Rudy Guede. Come mai tutti questi giudici sono incorsi in errori?".
Tags:
CRONACA