Parlamentare Pdl Elvira Savino indagata nell'inchiesta sul clan Parisi
BARI - La parlamentare pugliese del Pdl, Elvira Savino, e' indagata dalla procura antimafia di Bari nell'ambito dell'inchiesta sul clan mafioso Parisi. La parlamentare e' indagata per aver agevolato l'attivita' di riciclaggio del denaroproveniente dalla bancarotta della societa' 'New Memotech per la quale l'imprenditore barese Michele Labellarte (ritenuto il riciclatore della mala) era stato condannato per bancarotta. Secondo l'accusa, Savino avrebbe consentito la fittizia intestazione di un conto corrente ottenendo in cambio - sempre secondo l'accusa - 'numerosi favori e regalie'.
L'ex consigliere laico di centrosinistra del Csm Gianni Di Cagno e l'ex vicepresidente presidente della Provincia di Bari, Onofrio Sisto (Pd), entrambi avvocati, sono tra i professionisti baresi ai quali la magistratura ha notificato oggi provvedimenti interdittivi dall'attivita' professionale della durata di due mesi al termine delle indagini su clan malavitosi baresi. I due sono accusati di concorso nel reimpiego di danaro sporco. A Di Cagno e Sisto viene in particolare contestato di aver avuto rapporti professionali, con l'imprenditore Michele Labellarte nei rapporti con enti pubblici. Labellarte - secondo la GdF - riciclava i proventi illeciti del clan Parisi e quelli derivanti da una bancarotta che egli stesso aveva compiuto in passato.
L'ex consigliere laico di centrosinistra del Csm Gianni Di Cagno e l'ex vicepresidente presidente della Provincia di Bari, Onofrio Sisto (Pd), entrambi avvocati, sono tra i professionisti baresi ai quali la magistratura ha notificato oggi provvedimenti interdittivi dall'attivita' professionale della durata di due mesi al termine delle indagini su clan malavitosi baresi. I due sono accusati di concorso nel reimpiego di danaro sporco. A Di Cagno e Sisto viene in particolare contestato di aver avuto rapporti professionali, con l'imprenditore Michele Labellarte nei rapporti con enti pubblici. Labellarte - secondo la GdF - riciclava i proventi illeciti del clan Parisi e quelli derivanti da una bancarotta che egli stesso aveva compiuto in passato.
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