Svimez, nel 2009 in Puglia 50mila disoccupati in più. Vendola: "Banca del Sud presa per i fondelli"

ROMA. Un Mezzogiorno in recessione, colpito duramente dalla crisi nel settore industriale, che da otto anni consecutivi cresce meno del Centro-Nord, cosa mai avvenuta dal dopoguerra a oggi, il cui Pil del 2009 e' tornato ai livelli di dieci anni fa. Un'area periferica in cui gli emigrati precari, colpiti dalla crisi, privi di tutele, a parte la CIG, iniziano a rientrare, ma gia' pensano a ripartire, dove il tasso di disoccupazione paradossalmente cresce di piu' al Nord che al Sud, dove 6 milioni 830mila persone sono a rischio poverta'. Mentre serve un nuovo progetto Paese per il Sud, che parta dal rilancio delle infrastrutture, con un piano di 38 miliardi di euro, per coinvolgere quale nuova ''frontiera'' i settori piu' innovativi: questa la fotografia che emerge dal Rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno 2010, presentato questa mattina. Nel 2009 il Pil del Sud e' calato del 4,5%, un valore molto piu' negativo del -1,5% del 2008, leggermente inferiore al dato del Centro-Nord (-5,2%).
A livello regionale l'Abruzzo mostra nel 2009 una diminuzione del Pil particolarmente elevata (-5,9%), seguito dalla Campania (-5,4%), e Puglia e Basilicata a pari merito (-5%).

TRA 1990 E 2009 IN 2 MILIONI HANNO ABBANDONATO IL SUD - Tra il 1990 e il 2009 circa 2 milioni 385mila persone hanno abbandonato il Mezzogiorno. La vera America, per i meridionali, resta il Centro-Nord, dove si dirigono 9 emigranti su 10. Solo 1 su dieci si trasferisce all'estero: in valori assoluti, dal 1996 al 2007, parliamo di 242mila persone, di cui oltre 13mila laureati. In testa alle preferenze la Germania, che attrae oltre un terzo degli emigranti verso l'estero, per il 20% laureati; seguono Svizzera e Regno Unito. I dati sono contenuti nel Rapporto Svimez sull' economia del Mezzogiorno 2010, presentato questa mattina.
Nel 2009 114mila persone si sono trasferite dal Sud al Nord, 8mila in meno rispetto al 2008. In crescita invece i trasferimenti in direzione opposta, da Nord a Sud, arrivati nel 2009 a 55mila unita' (erano 50mila l'anno precedente).
Riguardo alla provenienza, in testa per partenze la Campania (38mila nel 2007), seguita da Sicilia (26.200) e Puglia (21.300). La regione piu' attrattiva per il Mezzogiorno resta la Lombardia.

DISOCCUPAZIONE, IN PUGLIA -3,8% NEL 2009 - Dei circa 530mila posti di lavoro persi nell'ultimo anno e mezzo, 335mila sono al Sud. Nel 2009 tutte le regioni meridionali sono state interessate da difficolta' occupazionali. Perdite piu' consistenti in Abruzzo (-4,6%, pari a 23.800 posti di lavoro in meno), Campania (-4,1%, pari a 68.700 posti di lavoro in meno) e Puglia (-3,8%, 49.200 unita' in meno). In linea con il calo del 3% degli occupati meridionali il Molise (-3,1%, meno 3.600 posti) e la Sardegna (-3%, meno 18.600 posti di lavoro).
Cifre piu' contenute, pur se negative, in Basilicata (-2,7%, pari a 5.200 posti di lavoro), Calabria (-1,5%, 9.100 posti) e Sicilia (-1,1%, 15.700 posti di lavoro). I dati sono contenuti nel Rapporto Svimez sull' economia del Mezzogiorno 2010, presentato questa mattina.

VENDOLA: BANCA DEL SUD PRESA PER I FONDELLI - ''Quanto alla Banca del Sud si tratta di una presa per i fondelli". Così si è espresso il governatore della Puglia, Nichi Vendola.
Parlando con i giornalisti, nel corso della presentazione del 'Rapporto Svimez 2010 sull'economia del Mezzogiorno', ha aggiunto che "serve una politica industriale, investimenti seri per l'innovazione, aiutare le imprese del Sud a diventare grandi, perché sono lillipuziane". Ha poi attaccato il ministro Tremonti: "E' un bravo fustigatore del malcostume degli italiani ma provi lui a far funzionare treni e autobus senza benzina".

FITTO SU INTERVENTO VENDOLA - "Quale aggettivo utilizzerebbe Vendola per definire un presidente di Regione che sfora il patto di stabilità interno?''.
Cosi' Raffaele Fitto replica all'appellativo di 'cialtrone' che il presidente della giunta pugliese, Nichi Vendola, ha rivolto al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.
Fitto ha ricordato che la Puglia ha sforato il patto di stabilità ''nel 2006, 2008 e 2009 e si appresta a sfiorarlo anche per l'anno corrente" e che la Regione ha registrato "un disavanzo sanitario pari ad oltre 1,2 miliardi di euro''.