Bari, promettevano false regolarizzazioni a stranieri: 8 denunce

BARI. Prospettavano a cittadini stranieri ignari la possibilita' di essere assunti da datori di lavoro italiani, in realta' inesistenti o impossibilitati, scelti anche tra persone decedute o detenute in carcere, e in cambio si facevano consegnare somme di denaro per la regolarizzazione fittizia di circa 2 o 3mila euro per ogni pratica.

I RESPONSABILI - Otto persone, ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di truffa, falso ideologico e favoreggiamento all'immigrazione clandestina, sono state denunciate al termine di una indagine condotta da militari della Guardia di Finanza di Gioia del Colle e coordinata dalla Procura della Repubblica di Bari.
Si tratta di due commercianti senegalesi e di sei cittadini italiani, residenti rispettivamente a Gioia del Colle, Putignano, Turi, Bari, Modugno e Adelfia. Ci sono tra loro anche due pregiudicati. Uno dei cittadini italiani denunciati, residente ad Adelfia, e' stato colpito da un provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari emesso dal gip del Tribunale di Bari su richiesta del pubblico ministero della Procura della Repubblica.

LE VERIFICHE - E' stata rimessa alla valutazione dell'Autorita' Giudiziaria la posizione di 270 cittadini extracomunitari presenti illegalmente sul territorio nazionale. In particolare le Fiamme Gialle, fin da ottobre del 2009, hanno effettuato delle verifiche su un migliaio di pratiche presentate allo Sportello Unico per l'immigrazione della Prefettura di Bari per accertare eventuali false dichiarazioni nella procedura di sanatoria per colf e badanti (ai sensi della legge del 3 agosto 2009, numero 102) che nel successivo settembre 2009 ha dato la possibilita' di regolarizzare la posizione di tanti immigrati addetti al lavoro domestico e al sostegno di persone non autosufficienti.

Il RAGGIRO - Cosi' si e' scoperto il raggiro messo in atto attraverso l'utilizzo di false fotocopie di numerosi documenti di identita' e tessere sanitarie di ignari cittadini italiani attraverso la sostituzione della fotografia o la modifica delle generalita' degli intestatari.
I documenti venivano inoltrati per via telematica allo Sportello Unico per l'immigrazione di Bari, attraverso la prenotazione on line sul sito del Ministero dell'Interno. Quindi venivano preparati una serie di documenti (tra i quali false dichiarazioni di disponibilita' ad assumere il cittadino extracomunitario da parte di cittadini italiani, falsi modelli Cud ecc.) che venivano consegnati agli immigrati unitamente agli altri atti necessari per la successiva convocazione alla Prefettura del datore di lavoro (ignaro o inesistente) e del cittadino extracomunitario truffato. Le Fiamme Gialle hanno operato numerose perquisizioni domiciliari. Sono stati sequestrati diversi atti e documenti di identita' falsi. Allo Sportello Unico per l'immigrazione erano conservate oltre 270 false istanze di regolarizzazione di stranieri clandestini.