Clamoroso colpo di scena: Sarah morì due ore dopo
di Roberta Calò
A distanza di tre mesi esatti dalla morte di Sarah Scazzi avvenuta il 26 agosto, non si è ancora venuti a capo delle reali dinamiche della vicenda. I dubbi, le stranezze e le incoerenze che aleggiano attorno al caso continuano ad aumentare.
> Il medico legale di Misseri: cibo andò in putrefazione
Secondo quanto risulta dai verbali del Tribunale del Riesame, che hanno negato la scarcerazione a Sabrina Misseri indagata per l’omicidio, la ragazza sarebbe stata uccisa tra le 14.28 e le 14.42. In realtà Sarah avrebbe mangiato, senza neanche sedersi secondo quanto descritto nell’ordinanza, un cordon bleu poco dopo le 13 per poi raggiungere la cugina a casa e recarsi al mare insieme. Le analisi effettuate dai Ris di Roma hanno escluso la presenza di cibo nello stomaco della vittima, dato da cui bisognerebbe dedurre che Sarah abbia avuto tutto il tempo di tempo di digerire, circa un paio d’ore, prima di essere uccisa.
DUBBI SU COSIMA - Resta peraltro da chiarire la posizione di Cosima Serrano, madre di Sabrina, su cui si sta indagando perché secondo gli inquirenti sarebbe a conoscenza di verità non ancora svelate. La donna ha sempre raccontato agli investigatori che il giorno in cui è avvenuto l’omicidio era uscita per andare a lavoro con il pulmino, dato comprovato dal libro delle presenze in possesso del mediatore di Cosima. Secondo quanto dichiarato dal marito, Michele Misseri invece, la donna era ancora a casa quella mattina alle 8.30. Eppure alle 9 la macchina di Cosima, una Opel Astra, non si trovava più in via Deledda e la donna non era più in casa. Alle 12.18 ,peraltro, risulta che Cosima abbia eseguito un versamento presso la banca del credito cooperativo di Avetrana, un orario incompatibile con la sua consueta giornata lavorativa.
IL GARANTE DELLA PRIVACY - Sull’intera vicenda, intanto, si è espressa la procura di Taranto emettendo un decreto di sequestro su tutto il territorio nazionale delle copie dei documenti cartacei e i file audio e video inerenti all'omicidio di Sarah Scazzi. Il garante della Privacy, Francesco Pizzetti, ha commentato: ” Ora attenderemo di conoscere il provvedimento e verificare come ne sara' data attuazione. Ci attendiamo che alla decisione di sequestro cessi ogni diffusione di questo materiale”. “A fine ottobre - spiega Pizzetti all'ANSA - avevamo ricevuto da un'associazione di consumatori una segnalazione specifica urgente. Questo ci aveva spinto ad aprire un'istruttoria, che prevedeva una richiesta di informazioni alla procura. Cio' perche' talvolta, e il nostro codice lo prevede, e' possibile che i dati vengano diffusi nell'interesse della giustizia. Abbiamo altresi' chiesto informazioni ai vari soggetti che avevano diffuso questo materiale''. ''Da un mese - chiarisce - avevamo ritenuto che questo episodio meritasse molta attenzione, perche' obiettivamente la diffusione in forma cosi' massiva e in alcuni casi addirittura integrale di questo materiale, oltre a costituire un serio problema per l'attivita' giudiziaria in corso, era anche un fatto assolutamente nuovo di diffusione di materiale cosi' delicato, per di piu' in audio e video, che coinvolgeva persone talvolta puramente informate dei fatti”. “'Prima della segnalazione ci eravamo gia' posti il problema, ma non siamo intervenuti perche' ci sembrava ragionevole che fosse innanzitutto la magistratura a dover compiere le sue valutazioni, trattandosi di atti giudiziari su indagini ancora in corso, e di particolare delicatezza. Dalle prime risposte ricevute, risulta che tutti i soggetti avevano a disposizione lo stesso materiale. Alcuni hanno diffuso stralci, altri hanno messo online addirittura il materiale integrale, senza un'adeguata selezione delle informazioni''. “Tutto questo –concude- costituisce un salto di qualita' che non puo' non colpire, anche nell'uso dell'informazione giudiziaria. Perchè l'audio e il video, per di piu' in una vicenda di grande interesse per l'opinione pubblica, ha costituito sicuramente un fatto significativo di cui dobbiamo preoccuparci”.
UNO MATTINA - Notevole e quantomeno raro è stato il risvolto mediatico che questo caso ha avuto facendo ruotare attorno a sé una buona percentuale dei palinsesti di Rai e di e Mediaset. Il conduttore Michele Cuccuzza si è espresso in merito: ” Questa vicenda, per sua stessa natura, non poteva non suscitare tanto clamore, tra la gente e sui media. E' stato un omicidio terribile, su una ragazzina, maturato dentro la sua famiglia. Ha turbato tutti, proprio come Cogne.
E se qualcuno ha ecceduto nei media, ora non vorrei, però, che da un eccesso si passasse ad un altro. Non vorrei che si tornasse come alla storia delle intercettazioni, quando si voleva impedire che venissero pubblicate e diffuse dai giornalisti'”. “'Quella di Sarah e' stata una vicenda che ha segnato una svolta nel rapporto tra cronaca e informazione - prosegue Cucuzza -. A Unomattina abbiamo, come sempre, scelto una linea di 'misura', invitando a parlarne esperti e giornalisti della carta stampata. Colgo l'occasione pero' per difendere i colleghi di Chi l'ha visto e Federica Sciarelli che si sono trovati ad affrontare una situazione molto difficile. Tutti possiamo aver sbagliato, esagerato, posto male una domanda. Mi ci metto anche io, perche' chi fa sbaglia. Ma e' innegabile che tutto lo sviluppo dell'inchiesta e' avvenuto davanti ai mezzi di comunicazione e tra i loro commenti”. “Parlero' - concluso - dello sconcerto generale della gente quando si e' diffusa la voce che il fratello di Sarah, Claudio, fosse andato da Lele Mora a chiedere di poter fare delle serate. Una voce smentita ufficialmente, ma alla quale molti sono stati pronti a credere e commentarla”.
QUARTO GRADO - Salvo Sottile, conduttore della trasmissione televisiva Quarto Grado, ha commentato: “Vogliamo assolutamente rispettare il lavoro della procura e ci adegueremo”. “Non manderemo in onda le cose che ci chiederanno di non trasmettere pero' il nostro mestiere lo dobbiamo continuare a fare. Naturalmente nel rispetto del lavoro della procura, come abbiamo sempre fatto”.
A distanza di tre mesi esatti dalla morte di Sarah Scazzi avvenuta il 26 agosto, non si è ancora venuti a capo delle reali dinamiche della vicenda. I dubbi, le stranezze e le incoerenze che aleggiano attorno al caso continuano ad aumentare.
> Il medico legale di Misseri: cibo andò in putrefazione
Secondo quanto risulta dai verbali del Tribunale del Riesame, che hanno negato la scarcerazione a Sabrina Misseri indagata per l’omicidio, la ragazza sarebbe stata uccisa tra le 14.28 e le 14.42. In realtà Sarah avrebbe mangiato, senza neanche sedersi secondo quanto descritto nell’ordinanza, un cordon bleu poco dopo le 13 per poi raggiungere la cugina a casa e recarsi al mare insieme. Le analisi effettuate dai Ris di Roma hanno escluso la presenza di cibo nello stomaco della vittima, dato da cui bisognerebbe dedurre che Sarah abbia avuto tutto il tempo di tempo di digerire, circa un paio d’ore, prima di essere uccisa.
DUBBI SU COSIMA - Resta peraltro da chiarire la posizione di Cosima Serrano, madre di Sabrina, su cui si sta indagando perché secondo gli inquirenti sarebbe a conoscenza di verità non ancora svelate. La donna ha sempre raccontato agli investigatori che il giorno in cui è avvenuto l’omicidio era uscita per andare a lavoro con il pulmino, dato comprovato dal libro delle presenze in possesso del mediatore di Cosima. Secondo quanto dichiarato dal marito, Michele Misseri invece, la donna era ancora a casa quella mattina alle 8.30. Eppure alle 9 la macchina di Cosima, una Opel Astra, non si trovava più in via Deledda e la donna non era più in casa. Alle 12.18 ,peraltro, risulta che Cosima abbia eseguito un versamento presso la banca del credito cooperativo di Avetrana, un orario incompatibile con la sua consueta giornata lavorativa.
IL GARANTE DELLA PRIVACY - Sull’intera vicenda, intanto, si è espressa la procura di Taranto emettendo un decreto di sequestro su tutto il territorio nazionale delle copie dei documenti cartacei e i file audio e video inerenti all'omicidio di Sarah Scazzi. Il garante della Privacy, Francesco Pizzetti, ha commentato: ” Ora attenderemo di conoscere il provvedimento e verificare come ne sara' data attuazione. Ci attendiamo che alla decisione di sequestro cessi ogni diffusione di questo materiale”. “A fine ottobre - spiega Pizzetti all'ANSA - avevamo ricevuto da un'associazione di consumatori una segnalazione specifica urgente. Questo ci aveva spinto ad aprire un'istruttoria, che prevedeva una richiesta di informazioni alla procura. Cio' perche' talvolta, e il nostro codice lo prevede, e' possibile che i dati vengano diffusi nell'interesse della giustizia. Abbiamo altresi' chiesto informazioni ai vari soggetti che avevano diffuso questo materiale''. ''Da un mese - chiarisce - avevamo ritenuto che questo episodio meritasse molta attenzione, perche' obiettivamente la diffusione in forma cosi' massiva e in alcuni casi addirittura integrale di questo materiale, oltre a costituire un serio problema per l'attivita' giudiziaria in corso, era anche un fatto assolutamente nuovo di diffusione di materiale cosi' delicato, per di piu' in audio e video, che coinvolgeva persone talvolta puramente informate dei fatti”. “'Prima della segnalazione ci eravamo gia' posti il problema, ma non siamo intervenuti perche' ci sembrava ragionevole che fosse innanzitutto la magistratura a dover compiere le sue valutazioni, trattandosi di atti giudiziari su indagini ancora in corso, e di particolare delicatezza. Dalle prime risposte ricevute, risulta che tutti i soggetti avevano a disposizione lo stesso materiale. Alcuni hanno diffuso stralci, altri hanno messo online addirittura il materiale integrale, senza un'adeguata selezione delle informazioni''. “Tutto questo –concude- costituisce un salto di qualita' che non puo' non colpire, anche nell'uso dell'informazione giudiziaria. Perchè l'audio e il video, per di piu' in una vicenda di grande interesse per l'opinione pubblica, ha costituito sicuramente un fatto significativo di cui dobbiamo preoccuparci”.
UNO MATTINA - Notevole e quantomeno raro è stato il risvolto mediatico che questo caso ha avuto facendo ruotare attorno a sé una buona percentuale dei palinsesti di Rai e di e Mediaset. Il conduttore Michele Cuccuzza si è espresso in merito: ” Questa vicenda, per sua stessa natura, non poteva non suscitare tanto clamore, tra la gente e sui media. E' stato un omicidio terribile, su una ragazzina, maturato dentro la sua famiglia. Ha turbato tutti, proprio come Cogne.
E se qualcuno ha ecceduto nei media, ora non vorrei, però, che da un eccesso si passasse ad un altro. Non vorrei che si tornasse come alla storia delle intercettazioni, quando si voleva impedire che venissero pubblicate e diffuse dai giornalisti'”. “'Quella di Sarah e' stata una vicenda che ha segnato una svolta nel rapporto tra cronaca e informazione - prosegue Cucuzza -. A Unomattina abbiamo, come sempre, scelto una linea di 'misura', invitando a parlarne esperti e giornalisti della carta stampata. Colgo l'occasione pero' per difendere i colleghi di Chi l'ha visto e Federica Sciarelli che si sono trovati ad affrontare una situazione molto difficile. Tutti possiamo aver sbagliato, esagerato, posto male una domanda. Mi ci metto anche io, perche' chi fa sbaglia. Ma e' innegabile che tutto lo sviluppo dell'inchiesta e' avvenuto davanti ai mezzi di comunicazione e tra i loro commenti”. “Parlero' - concluso - dello sconcerto generale della gente quando si e' diffusa la voce che il fratello di Sarah, Claudio, fosse andato da Lele Mora a chiedere di poter fare delle serate. Una voce smentita ufficialmente, ma alla quale molti sono stati pronti a credere e commentarla”.
QUARTO GRADO - Salvo Sottile, conduttore della trasmissione televisiva Quarto Grado, ha commentato: “Vogliamo assolutamente rispettare il lavoro della procura e ci adegueremo”. “Non manderemo in onda le cose che ci chiederanno di non trasmettere pero' il nostro mestiere lo dobbiamo continuare a fare. Naturalmente nel rispetto del lavoro della procura, come abbiamo sempre fatto”.
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