Yara: girandola di sospetti su Enrico Tironi
di Redazione
La famiglia di Yara Gambirasio, la giovane ginnasta scomparsa nel nulla il 26 novembre scorso a Brembate sopra, ha chiesto, dopo l'enorme battage mediatico di questi giorni, il silenzio stampa: secondo i Gambirasio, infatti, alcuni quotidiani di cronaca stavano interessando alla vicenda persone ritenute da loro estranee ad essa.
LE RICERCHE - Le ricerche sono proseguite anche oggi senza sosta e gli inquirenti stanno valutando tutte le ipotesi possibili. Nelle ultime ore gli investigatori si stanno soffermando sull’unico testimone che sostiene di aver visto la ragazzina poco prima della sua scomparsa, la sera del 26 novembre: Enrico Tironi.
ENRICO TIRONI - Quello che non convince della sua testimonianza, non è solo il fatto che abbia più volte modificato la sua versione, ma anche alcuni particolari che non potevano esser così chiari, sotto il buio, e a bordo di un auto. Inoltre, i tabulati telefonici sostengono una verità differente da quella del giovane, secondo la quale non era possibile che egli si trovasse in quella zona del paese a quell’ora del giorno.
Gli inquirenti e la polizia, coordinati da Antonio Manganelli, non escludono alcuna ipotesi e temono che Enrico Tironi possa sapere molto più di quanto non abbia detto.
La famiglia di Yara Gambirasio, la giovane ginnasta scomparsa nel nulla il 26 novembre scorso a Brembate sopra, ha chiesto, dopo l'enorme battage mediatico di questi giorni, il silenzio stampa: secondo i Gambirasio, infatti, alcuni quotidiani di cronaca stavano interessando alla vicenda persone ritenute da loro estranee ad essa.
LE RICERCHE - Le ricerche sono proseguite anche oggi senza sosta e gli inquirenti stanno valutando tutte le ipotesi possibili. Nelle ultime ore gli investigatori si stanno soffermando sull’unico testimone che sostiene di aver visto la ragazzina poco prima della sua scomparsa, la sera del 26 novembre: Enrico Tironi.
ENRICO TIRONI - Quello che non convince della sua testimonianza, non è solo il fatto che abbia più volte modificato la sua versione, ma anche alcuni particolari che non potevano esser così chiari, sotto il buio, e a bordo di un auto. Inoltre, i tabulati telefonici sostengono una verità differente da quella del giovane, secondo la quale non era possibile che egli si trovasse in quella zona del paese a quell’ora del giorno.
Gli inquirenti e la polizia, coordinati da Antonio Manganelli, non escludono alcuna ipotesi e temono che Enrico Tironi possa sapere molto più di quanto non abbia detto.
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