Caso Ruby: anche la modella minorenne Iris Berardi era ad Arcore? Lei: non ho fatto nulla di male

di Roberta Calò
Dopo Ruby, ora giunge sul banco degli imputati mediatici anche Iris Berardi, la modella brasiliana che la notte tra il 12 e il 13 Dicembre 2009 si trovava ad Arcore, quand'era ancora minorenne. "Io so di non aver fatto nulla di male, non sono quella descritta dai giornali. Infatti la mia vita non è stata sconvolta da questo scandalo e neppure la mia carriera, infatti continuo a lavorare come sempre". Conclude la giovane "con voi giornalisti non voglio parlare perché scrivete solo cose false. Alcune le ha lette mia madre e ha anche pianto".
Ha iniziato a frequentare le passerelle a quindici anni, a diciassette anni si è trasferita a Milano entrando nel giro delle hostess per le Fiere.
Il cellulare della ragazza avrebbe agganciato la cella di Arcore la sera prima che il Premier venisse ferito da Massimo Tartaglia.
Intanto slitta di un giorno la richiesta di giudizio immediato per Silvio Berlusconi e lo stesso procuratore Bruti Liberati spiega: "Stiamo studiando le questioni di diritto. La vicenda è controversa e come tutte le questioni opinabili va studiata. La concorrenza di riti speciali è un argomento inesplorato in dottrina". Ad aggravare la situazione ci sarebbe la mole di fotocopie di atti da depositare con la richiesta di processo che non si bilancia con l'esiguo personale impiegato negli uffici; in aiuto giungerebbero persone di uffici di magistrati estranei all'indagine. "Abbiamo comunque interesse a chiudere nel più breve tempo possibile", ha garantito il procuratore.
Intanto, secondo quanto riportato dall'Ansa, anche l'arte romana ha mostrato la sua indignazione; all'alba del 7 Gennaio le statue di Roma indossavano cartelli riportanti messaggi mirati: "Nessun dorma, svegliamoci", "Italy: there's more than bunga bunga", "C'è un'Italia che non chiude gi occhi", "l corpo dell'Italia non è in vendita", Pietrificata da questo ciarpame".
L'idea nasce dalle menti dei cittadini facenti parte del gruppo Nessun Dorma i quali si dichiarano "stanchi di vedere il proprio paese deriso a livello internazionale e preoccupati per l'assoluta immobilità della politica di fronte ai problemi reali del Paese. E' ora che l'Italia dimostri di essere migliore di come viene rappresentata dall'attuale Governo, una Nazione fatta di donne e uomini che ogni giorno lavorano, o provano a farlo, in maniera dignitosa per creare un Paese migliore, in cui i genitori non spingono le proprie figlie a partecipare ai festini di Arcore. L'Italia è un paese che purtroppo da quindici anni vive nell'umiliazione di una democrazia zoppa".
Intanto la sede di Arcore viene destinata a fini diversi; infatti si incontreranno il Premier e il Leader della Lega Nord Umberto Bossi per disquisire della condizione politica e del federalismo; Calderoli dal canto suo commenta: "E' evidente che alcune difficolta' nelle commissioni parlamentari debbono essere risolte: se si e' in condizione di poterlo fare siamo della partita, se siamo di fronte a un'oggettiva impossibilita' tanto meglio staccare la spina".
L'ipotesi di un processo breve, invece, circa il caso Ruby ha scatenato notevoli polemiche soprattutto nell'opposizione; Andrea Orlando, responsabile Giustizia del partito, ha dichiarato: "Quel provvedimento non serve ai cittadini e metterà in ginocchio il sistema giustizia, cancellerà centinaia di migliaia di processi vanificando così il fruttuoso lavoro dello Stato nella lotta alla criminalità" a cui si aggiunge lo "spreco inaudito di risorse economiche visto che in un colpo solo si getteranno al macero tutte quelle indagini che hanno avuto necessità di complessi accertamenti, a partire da quelle economiche".
Secondo il Pd, infatti, il provvedimento "serve esclusivamente ad accontentare le smanie vendicative del presidente del Consiglio nei confronti della magistratura e a perseguire una strisciante impunità".
Fabio Granata, vicepresidente della commissione Antimafia, commentando l'ipotesi di un processo breve comunica: "Contro la proposta di processo breve, devastante per il sistema giudiziario italiano, faremo una battaglia parlamentare durissima con ogni mezzo previsto dai regolamenti. Siamo pronti alla mobilitazione in Parlamento e nelle piazze".