Film: Il discorso del Re
di Giuseppe Defeudis
Regno Unito. Terra regale. Anni 20-30 del secolo appena passato. Anni intensi. Queste sono location e periodo dell’ambientazione dello staordinario film di Tom Hooper (“Il maledetto United”) che vede come protagonista il figlio di Re Giorgio V (Colin Firth – “Il diario di Bridget Jones”, “Che pasticcio Bridget Jones”, “Mamma mia”) in preda a mille difficoltà nella gestione delle sue regali relazioni pubbliche dovute alla balbuzie. Questa tematica, difficilmente trattata e trattabile in un film (si ricorda un bel lavoro girato in Puglia, a Foggia per l’esattezza, dall’italiano Vincenzo Albanese, “A.A.A. Achille, con Sergio Rubini), è stata ben curata in ogni dettaglio, a tal punto da coinvolgere emotivamente lo spettatore.
Un grande uomo ed un grande futuro Re che si rispetti non poteva non avere al suo fianco una grande donna (Helena Bonham Carter – “Alice in wonderland”, “La fabbrica di cioccolato”): grazie al suo aiuto il protagonista si avvicina all’eclettico logopedista Geoffrey Roy Rush (“Shine” con cui vinse il premio Oscar come miglio attore protagonista, “Munich”) che cercherà di aiutarlo. A modo suo. Con le sue regole.
I protagonisti maschili sono un bel vedere e tutto ciò che li circonda non è da meno. Una bella storia. Un bel film. Da Oscar!
Voto 9
Regno Unito. Terra regale. Anni 20-30 del secolo appena passato. Anni intensi. Queste sono location e periodo dell’ambientazione dello staordinario film di Tom Hooper (“Il maledetto United”) che vede come protagonista il figlio di Re Giorgio V (Colin Firth – “Il diario di Bridget Jones”, “Che pasticcio Bridget Jones”, “Mamma mia”) in preda a mille difficoltà nella gestione delle sue regali relazioni pubbliche dovute alla balbuzie. Questa tematica, difficilmente trattata e trattabile in un film (si ricorda un bel lavoro girato in Puglia, a Foggia per l’esattezza, dall’italiano Vincenzo Albanese, “A.A.A. Achille, con Sergio Rubini), è stata ben curata in ogni dettaglio, a tal punto da coinvolgere emotivamente lo spettatore.
Un grande uomo ed un grande futuro Re che si rispetti non poteva non avere al suo fianco una grande donna (Helena Bonham Carter – “Alice in wonderland”, “La fabbrica di cioccolato”): grazie al suo aiuto il protagonista si avvicina all’eclettico logopedista Geoffrey Roy Rush (“Shine” con cui vinse il premio Oscar come miglio attore protagonista, “Munich”) che cercherà di aiutarlo. A modo suo. Con le sue regole.
I protagonisti maschili sono un bel vedere e tutto ciò che li circonda non è da meno. Una bella storia. Un bel film. Da Oscar!
Voto 9
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