Amici sordi, è un vostro diritto poter seguire la politica in tv

di Giandomenico Basile. I sordi richiedono una televisione a misura d’uomo: la finestra in cui opera l’interprete del linguaggio dei segni serve a tutti i sordi per capire ciò che si sta dicendo sullo schermo. In periodo di elezioni i politici affrontano diversi problemi. I sordi come elettori molto interessati alle vicende che li riguardano, in qualità di cittadini a tutti gli effetti, cercano di seguire la politica in televisione ma vedendo un unico movimento di labbra non riescono a capire. Non sentendo suoni oggi sono non solo esclusi dal dibattito politico ma di conseguenza sono anche privati della libertà di informazione, base per una libera scelta politica ma anche culturale. Se i sottotitoli usati nei film garantiscono al popolo non udente un momento ricreativo, non vediamo perché allo stesso pubblico siano negati i diritti di libera informazione. Una rete televisiva ha istituito un servizio di finestra gestuale nel telegiornale: questo costituisce un inizio e un segno di sensibilizzazione al problema dei sordi, ma al momento non è assolutamente sufficiente. Il popolo sordo paga il canone della tv, ma può usufruire dei suoi servizi solo in piccolissima parte. In un momento importante come le lezioni politiche, questo disagio si fa sentire ancora di più: i sordi, pur essendo interessati alla politica, ne sono esclusi per la difficoltà nel comprendere il dibattito politico. I programmi televisivi in cui c’è il confronto diretto tra i politici, momento spesso decisivo nella scelta del candidato da parte del elettore, non sono accessibili in modo diretto ai non udenti. In questo momento la loro libertà di persone ma soprattutto di cittadini e elettori viene limitata. In ultima analisi, chiediamo alla televisione di stato, in quanto servizio pubblico per tutti i cittadini, di sopperire in qualche modo a questo palese e continuativo atto di discriminazione verso un gruppo numeroso di cittadini. Sarebbe utile per il popolo dei non udenti avere, nel arco della giornata, dei momenti di informazione tramite la televisione di Stato. Nei periodi di elezioni questi momenti dovrebbero essere poi intensificati e mirati in modo da poter mettere il popolo dei non udenti nelle condizioni di votare liberamente, al pari degli altri cittadini. Siamo convinti che lo Stato e la pubblica amministrazione debbano garantire a tutti i cittadini questa parità di diritti e che per questo i cittadini svantaggiati, come i sordomuti, debbano essere messi nelle condizioni di poter godere a pieno del diritto di voto. Con la mancanza degli interpreti LIS, noi sordi non possiamo continuare ad andare avanti, perché non riusciamo a scegliere i nostri politici. La cosa più importante è avere un interprete che chiarisca e renda più semplice la comunicazione. Noi sordi aspettiamo l’arrivo degli interpreti LIS che ci permetta di votare liberamente. Lo Stato ha già approvato questo, ma in Puglia i risultati non sono ancora visibili.