Amministrative 2011: 'onda rossa' travolge Milano, Bologna e Torino

ROMA. A fine serata il risultato di Giuliano Pisapia, candidato del centrosinistra a Milano, e' addirittura migliore di quello delle prime proiezioni: 48,04%. Il sindaco uscente Letizia Moratti si ferma al 41,59. Manfredi Palmeri, candidato del Terzo polo, ottiene il 5,54.

La tendenza favorevole al centrosinistra a Milano, Bologna e Torino e' apparsa netta fin dalle prime proiezioni. I vari istituti demoscopici avevano piu' o meno le stesse proiezioni gia' dopo la chiusura dei seggi alle 15. Non e' avvenuto che nelle trasmissioni televisive, come e' accaduto altre volte, si discutesse su percentuali che poi via via si rivelavano fasulle.

Un'ulteriore analisi dell'imprevisto dato di Milano conferma la portata del successo del centrosinistra: Silvio Berlusconi, che era capolista della lista del Pdl, ottiene tra le 20 e le 22 mila preferenze, lontane dalle oltre 50 mila che di solito consegue nel capoluogo lombardo nelle elezioni politiche. Il Pd inoltre potrebbe diventare, quando giungeranno i dati ufficiali del voto, seppure per uno 0,1%, il primo partito della citta' con il 28,6% di voti. La Lega ha invece perso - contro tutti i pronostici - 4 punti percentuali rispetto alle scorse amministrative.

Il referendum chiesto da Berlusconi a Milano sul suo nome, sulla politica del governo e sulla rielezione della Moratti, non ha dato il risultato auspicato dal premier. In questa occasione, a differenza di altre consultazioni elettorali, non ha funzionato la tattica berlusconiana di rendere incandescente lo scontro con il centrosinistra per galvanizzare il proprio elettorato.

Quei due-tre punti percentuali che mancano alla Moratti rispetto al voto della coalizione che la sostiene indicano probabilmente un voto disgiunto forse motivato dalla non condivisione delle accuse lanciate in tv dal sindaco a Pisapia (il furto di un furgone che poi sarebbe stato utilizzato in una azione terroristica). La forbice del voto leghista - l'ottimo risultato in Lombardia, il calo inaspettato a Milano - indicherebbe che il malessere alberga in questo settore dell'elettorato. Ma e' troppo presto per fare analisi definitive. Alle prime considerazioni si aggiunge il secco calo di consensi al voto di lista per il Pdl che e' passato dal 36% al 28. A Bologna, Virginio Merola, centrosinistra, ce la fa a diventare sindaco al primo turno: 50,46%. Manes Bernardini, lo sfidante del centrodestra, si blocca al 30,35. Massimo Bugani, del Movimento cinque stelle ispirato da Beppe Grillo, una delle novita' di queste elezioni, ottiene un imprevisto 9,50%.

Il risultato di Piero Fassino, ex segretario dei Ds, conferma le previsioni della vigilia sull'esito del voto di Torino: e' eletto sindaco al primo turno con il 56, 55%. Michele Coppola, candidato del centrodestra, non va oltre il 27,30.

Anche qui buon risultato del ''grillini'': Vittorio Bertola ottiene il 4,97.

Sorpresa a Napoli nel campo del centrosinistra. A sfidare tra quindici giorni nel ballottaggio Gianni Lettieri, candidato del centrodestra che ha ottenuto il 38,53%, non sara' il candidato della coalizione di cui fa parte il Pd (Mario Morcone, 19,36%) ma l'ex magistrato Luigi De Magistris, deputato europeo dell'Idv, che con il 27,43 ha conquistato il ruolo dell'outsider.

Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, si dice ovviamente soddisfatto: ''Si e' alzato il vento del nord contro il centrodestra''. Alla vigilia si era augurato - come poi e' avvenuto - due vittorie al primo turno (Bologna, Torino) e due ballottaggi (Milano, Napoli). Le alleanze promosse dal Pd sembrano tuttavia premiare l'alleanza con Nichi Vendola (a Milano) e rendere indispensabile quella con Antonio Di Pietro (Napoli). Il che non piace a tutto il Pd. Su alleanze e leadership si riaprira' di sicuro il dibattito nel partito di Bersani. Dal Pdl si ammette l'inaspettata battuta d'arresto a Milano.

''Un risultato al di sotto delle aspettative'', lo definisce Ignazio La Russa che pero' mette in rilievo la debacle del centrosinistra a Napoli. Il leghista Roberto Calderoli annuncia il massimo impegno del Carroccio nel ballottaggio tra quindici giorni a Milano. Il Pdl spera in un secondo tempo che, come avviene spesso nelle partite di calcio, ribalti il risultato del primo. Tutte le energie verranno investite in questa direzione, correggendo gli eccessi polemici contro Pisapia e i magistrati del primo turno.

L'attenzione e' puntata anche sul Terzo polo che non ha ottenuto percentuali di rilievo alla sua prima verifica elettorale ma che nel capoluogo lombardo potrebbe rivelarsi decisivo con il suo 5, 59%. Italo Bocchino, vicepresidente di Fli, ha ieri sera nei commenti televisivi preferito evidenziare la sconfitta del centrodestra a Milano piu' che sbilanciarsi su indicazioni di voto. I finiani Adolfo Urso e Andrea Ronchi hanno gia' annunciato che daranno indicazione di votare Letizia Moratti a Milano.

Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, che ieri si e' incontrato a colazione con Gianfranco Fini e Francesco Rutelli, preferisce parlare di accordi programmatici da verificare situazione per situazione. In un comunicato del Terlo polo si legge: ''Senza di noi non si governa, non tanto e solo in termini numerici quanto e soprattutto in termini politici, perche' la soluzione dei problemi dei cittadini non puo' essere affidata a coalizioni condizionate da radicalismi ideologici e populisti''.

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