"Giustizia al Cinema": "Distric 9" diviene uno spunto di riflessione sull' immigrazione clandestina


di Tatiana Acquaviva.
BARI. Si è svolto ieri sera, presso il cinema Ambasciatori di Bari, il secondo appuntamento della rassegna “Giustizia al cinema”, promossa dal comitato scientifico “Organizzare la giustizia”, in collaborazione con Apulia Film Commission. Tema della serata, è stato quello dell’ immigrazione clandestina. Ad animare il dibattito, erano presenti il giudice Giuseppe Dentamaro, l’ avvocato Angelo Gentile e la giornalista Maria Grazia Rongo. Il film proiettato, che ha preceduto la discussione, è stato “District 9”, pellicola del 2009 di un regista sudafricano che nonostante fosse stato alla sua prima esperienza dietro la macchina da presa, si è mostrato molto abile nel trasmettere al meglio il suo messaggio di denuncia e protesta, anche grazie all’utilizzo di immagini tanto “crude”, quanto significative. Il dibattito seguito alla proiezione, ha molto coinvolto gli spettatori presenti in sala, assai interessati dall’ argomento in questione, di estrema attualità. Infatti, i protagonisti del film, i clandestini che arrivano in terra straniera, sono degli alieni, la cui navicella in avaria, si ferma sulla città di Johannesburg, impedendogli di tornare indietro. L’ accoglienza, ovviamente, non si dimostra delle migliori, visto che gli alieni nell’immaginario comune, rappresentano la diversità per eccellenza. Infatti, questa comunità rimarrà segregata per vent’anni in un’area denominata “District 9”, contro le proteste furibonde dei cittadini. Eppure, proprio dal contatto con il mondo alieno, avrà inizio l’evoluzione positiva dell’ altro protagonista del film, l’umano Wikus, proprio colui che era stato incaricato dello “sfratto” di questi “gamberoni”. Ciò che il regista vuole mostrare, quindi, è che il rapportarsi comune con il “diverso”, spesso induce comportamenti e atteggiamenti sbagliati, arroganti, supponenti e che, in alcuni casi, ledono anche i fondamentali diritti umani. Perciò, considerata l’ attualità dell’ argomento, si deve ricordare di tener sempre vivo il sentimento del rispetto per gli altri. In questo dovrebbero ricoprire un ruolo fondamentale anche le istituzioni, così come ha ricordato ieri lo stesso giudice Dentamaro, contrariamente a quanto accade di solito, soprattutto tramite i mass media, allorché l’ utilizzo di termini duri, violenti, influenza in negativo il pubblico, alimentando fenomeni allarmanti di razzismo e xenofobia.