"Chi risponde delle ‘leggerezze’ a senso unico del Teatro Pubblico Pugliese?”

BARI. “Ad un gruppo di giovani attori che, fidenti nella sua imparzialità gli avevano inviato una “video-lettera” per denunciare gli abusi e le omissioni del Teatro pubblico Pugliese, con conseguenti favoritismi e discriminazioni, nelle procedure selettive per uno stage con il noto regista Nekrosius, Vendola aveva sprezzantemente risposto lavandosene le mani e con una velata minaccia". A sostenerlo in una nota è il consigliere regionale Pdl, Nino Marmo, Vice-Presidente del Consiglio regionale.
"Adesso - aggiunge Marmo - sappiamo che quella denuncia era veritiera, tant’è che perfino il Presidente del Teatro Pubblico Pugliese parla di ‘leggerezze’, dimenticando che in gioco erano fondi comunitari, ossia pubblici, sui quali non possono essere consentite ‘leggerezze’ di sorta.
Né, a fronte di tali ‘leggerezze’, grazie alle quali taluni soggetti sono stati arbitrariamente favoriti e tal’altri altrettanto arbitrariamente danneggiati, possono bastate le dimissioni del Presidente e del Direttore Generale, peraltro quest’ultimo pensionando".
"Occorre che chi non ha controllato, o forse ha financo coperto, o - di fronte ad una denuncia circostanziata - non ha ritenuto nemmeno di dover personalmente verificare, si faccia carico delle proprie responsabilità. Anche perché non sarebbe questo il primo caso in cui la gestione delle politiche culturali della Regione risulta affetti da metodi padronali, ad uso e consumo esclusivo delle ‘Fabbriche di Nichi’ e dintorni.
Su queste tematiche di assoluta delicatezza, su cui si sperperano con totale discrezionalità ingenti risorse di una Regione che si vede contestualmente chiudere gli Ospedali ed inasprire tasse, tickets e tariffe, - conclude il consigliere regionale - è arrivato il momento che il Consiglio regionale accenda un faro”.