Sarah: zio Michele, se non liberano mia moglie e mia figlia mi ammazzo

di Roberta Calò. "Da quando sono libero non riesco a dormire. Alle cinque di mattina sono già nei campi, ma alle undici torno a casa: dopo otto mesi di prigione non riesco più a lavorare tanto e poi devo rassicurare mia figlia Valentina, che ha paura che un pazzo mi faccia del male. L’unica cosa che mi distrae sono i dvd che mi dà lei: i film di Celentano e Bruce Lee sono la mia medicina".
Questo è quanto sostiene Michele Misseri, coinvolto nel caso Sarah Scazzi, la ragazza di Avetrana uccisa il 26 Agosto scorso e il cui cadavere fu occultato in un pozzo non distante dalla casa della vittima.
"A uccidere Sarah sono stato io, se non liberano mia moglie Cosima e mia figlia Sabrina, mi ammazzo. I miei compaesani mi sono vicini, ma i turisti pensano che la villetta sia uno zoo e io un monumento: mi danno più fastidio dei cronisti".
L'uomo continua a proclamare a gran voce la sua colpevolezza sperando di convincere gli inquirenti che invece hanno accusato di omicidio la moglie, Cosima Serrano, e la figlia, Sabrina Misseri, entrambe detenute presso il carcere di Taranto.
E poi il suo pensiero va alla cognata, Concetta Serrano, madre della piccola Sarah: "Chiedere perdono a mia cognata Concetta? So che non mi vuole vedere, e poi sarebbe inutile: nei suoi panni, non mi perdonerei mai".
Le indagini proseguono e si dovrà attendere il 30 Giugno prossimo per l'udienza del Tribunale del Riesame di Taranto chiamato a riconsiderare l'ennesimo ricorso dei difensori di Sabrina Misseri che hanno richiesto la scarcerazione della propria assistita. Il rinvio è stato dovuto alla sparizione di alcuni atti ufficiali riguardanti il caso.