Yara: tracce di dna sugli slip "conseguenza di uno sfregamento"

di Roberta Calò. Proseguono le indagini su Yara Gambrasio, la giovane ginnasta di Brembate Sopra uccisa lo scorso 26 Novembre e ritrovata dopo estenuanti ricerche tre mesi dopo nel campo di Chignolo d'Isola a circa una decina di chilometri da casa.
Sugli sui slip sarebbe stato isolato il dna di un uomo bianco considerato dagli inquirenti un elemento "altamente indiziario". Secondo le ultime indiscrezioni si tratta di una prova "non suscettibile di conta­minazione casuale" ma "conseguenza di uno sfrega­mento".
Nessuna voce è stata ancora confermata circa l'eventuale tentativo ti violenza sessuale che la vittima avrebbe potuto subire ed è stata scartata l'ipotesi che potesse trattarsi di liquido seminale.
Nonostante fossero stati isolati quattro dna diversi sui vestiti della ragazzina, l'attenzione si è concentrata per ora solo su questo.
Le tracce, secondo un'analisi comparativa, non coinciderebbero con nessuno dei 2500 profili genetici raccolti fino ad oggi dai corpi specializzati delle forze dell'ordine.
In merito ai recenti sviluppi si è espresso Luciano Garofano, generale dei carabinieri ed ex comandante dei Ris di Parma dichiarando: "E’ un punto di partenza che mi riporta, anche per la violenza, alle indagini sull’omicidio di Maria Fronteler, una donna di una settantina d’anni uccisa il primo aprile del 2002 nella zona di Dobbiaco. Isolammo dieci soggetti, che avevano precedenti penali e comportamentali, più un undicesimo che poi risultò essere l’assassino. Tutti e undici avevano Dna piuttosto simili. Perché? La spiegazione era che in una comunità piccola come quella dove era avvenuto l’omicidio non c’era una particolare mescolanza di caratteri genetici. Facemmo un tentativo chiedendo agli uomini del posto di sottoporsi al prelievo del Dna e di rilasciare i propri dati anagrafici. Raccogliemmo circa 400 campioni. Non eravamo arrivati a cento quando arrivammo alla persona con la somiglianza più stringente. Arrivammo al padre dell’aggressore, che condivideva più del 50 per cento del dna. Il figlio era militare negli alpini. Di notte, ubriaco di birra, era rientrato in paese, aveva aggredito l’anziana e di fronte alla sua reazione l’aveva uccisa. Per Yara abbiamo un profilo di partenza. Se l’assassino fa parte della comunità perché non chiedere a tutti di rilasciare il Dna?".
Man mano che avanzano le indagini, aumenta il terrore nella piccola cittadina di Brembate per un assassino che circola ancora liberamente; sopravvivono sia l'ipotesi che si possa trattare di una persona proveniente da fuori sia di una persona che appartenga alla comunità. Già nei mesi scorsi infatti il luogo del ritrovamento del cadavere, estremamente isolato, aveva fatto paventare l'idea che si trattasse di una persona che ben conoscesse la zona.
Quella che dunque sembrava una vera svolta, al momento si presenta solo come un ennesimo punto di partenza per individuare l'assassino e cercare di ricostruire la reale dinamica dell'omicidio.