Puglia: l' eccellenza italiana disegna il futuro

di Manuela Merico
BARI. Ha avuto inizio ieri, a Firenze, la settantottesima edizione di Baglioni Uomo, l’appuntamento consolidato e riconosciuto a livello internazionale nel campo della moda. Collegato al Pitti Immagine Uomo, quest’anno tra i 35 espositori, sette aziende pugliesi presentano i propri marchi: Adrian Calze, Sabto Russo, DGigolò, Nex is, Colorado Cafè, Principe Franz, Kamar, Carnevale 1951 e Usualis.
Location per questa manifestazione è l’hotel Baglioni di Firenze che da anni apre le sue porte ad operatori del settore, buyer e giornalisti delle testate specializzate.
La visibilità della Puglia è assicurata da serate di presentazione delle collezioni d’eccellenza del sistema moda pugliese.
Già da due anni la Regione Puglia, lo Sportello per l’internazionalizzazione delle imprese e il Distretto produttivo della Filiera Moda Puglia avevano iniziato questo percorso di valorizzazione del settore sui mercati esteri con altre iniziative come la partecipazione a Sì Sposa Italia Collezioni nel 2009.
L’importanza di essere presenti in una delle vetrine internazionali più prestigiose, l’ha sottolineata la vicepresidente e assessore allo Sviluppo Economico Loredana Capone: “Questo settore produttivo sta riprendendo vitalità dopo anni di crisi, dunque va sostenuto con particolare impegno perché possa trovare all’estero quelle occasioni che spesso mancano in Italia. Oggi le 5.225 imprese attive nel tessile abbigliamento rappresentano il 7% circa del totale nazionale. Con le nostre politiche di accompagnamento vogliamo incrementare ulteriormente questo dato. Ecco perché la strada dell’internazionalizzazione ci sembra la migliore da seguire.”
Al termine della fiera dedicata all’uomo ci sarà quella per i più piccini, alla quale prenderanno parte cinque aziende pugliesi con i marchi: Bimbi di cuori e Simone Junior, Bebè di Almy, le Kid, Ambarabà e Tricolore kids.
La Puglia diventa così una delle protagoniste del Made in Italy all’estero, mostrando le proprie capacità creative e produttive in due settori, quello maschile e quello dei piccoli, che riscontrano maggiori difficoltà d’inserimento rispetto alla moda femminile.