Lirica: l''istantanea in movimento' di Odette

BARI. Odette Paesano, giornalista, scrittrice e poetessa italiana, È autrice di poesie, liriche, sonetti e sceneggiature teatrali.
Dal 2009 sta lavorando all'idea di 'istantanea in movimento', che ha applicato alla poesia lirica. Le sue poesie sono state recensite da studiosi e pubblicate su riviste di letteratura e quotidiani on line. Nel 2010 ha lavorato sul testo di Collodi, realizzandone una lettura critica, a cui è seguita la riscrittura del finale dal titolo 'Geppetto Innamorato'.
Nel 2011 'Geppetto Innamorato' diventa un progetto teatrale.



Poesie

Coscienza
Tu dormi e lei danza;
lei danza e tu dormi,
ed è viva soltanto nei sogni.
Di giorno sei tu che la orienti,
e se agisci male,
poi te ne penti.
Per strada ti assale il rimorso,
di un gesto maldestro,
improvviso, istintivo o pensato.
E fuggi e rifuggi il problema
pensando che in fondo
il rigurgito dura un secondo.
Quando parti per l’ultimo sonno,
eterna ed errante giace,
nel cerchio destinato
al ricordo che di te hai lasciato.


Il party nel deserto

Ho sognato un dromedario;
e un cane.
Uno dei tre della favola di Andersen,
bello, come il cane nell’Area-rea di Gauguin;
con gli occhi a torre di Copenaghen.
Cammino su sabbie mobili,
sprofondo, poi mi sdraio.
Salto sulle dune e su tutte le lacune.
Voglio un’oasi, che mi dia estasi,
e compare un’odalisca che
ha fra le mani un’ostrica,
con una perla made in China.
Sono mica in Cappadocia?
Veronica Lario sussurra al mio orecchio:
‘’Ciarpame senza pudore’’.
Monto il dromedario e
scappo al party;
tutti in smoking,
con la pipa e il fiore all’occhiello
e nella sala il cartello ‘’no smoke’’.
Ma il fumo non mi piace,
nuoce.
Nessuna importanza!
E prima della danza,
nel parking del resort,
Kamber mi mostra
il gioiello di Dior,
e un Cartier,
ma insisto che è meglio
un Carte d’Or Notte Stellata
con fragole e panna ghiacciata.
Nel deserto la luna è più bella,
scintilla come una perla
reale,
e non una palla di ghiaia
col marchio made in China.

Inerzia

Non di giocattoli rotti,
soldatini feriti o morti,
non di cubi o costruzioni
siamo fatti noi.
Rigettare; facile per te,
che vigile osservi le cose cadere,
senza smuovere piede.
Tredici io, dodici tu,
ma il conto degli anni passati
non conta ormai più.
Chiuso nel labirinto di Cnosso
consumi l’umano pasto,
e se anche fossi stato Teseo,
mi avresti piantata a Nasso!
Confuso, contorto,
discusso o nascosto,
ti ho sempre apprezzato;
senza alcun risultato.
A distanza, con indubbia coerenza,
ti chiedo: Odisseo, cos’è la coscienza?