Taranto: condizionavano settore ittico, 11 arrestati clan Scarci

TARANTO. Avrebbe cercato di inserirsi in modo prepotente soprattutto nel mercato del pesce cittadino condizionando gli altri imprenditori del settore il clan Scarci di Taranto sgominato questa mattina da agenti della Squadra Mobile della Questura di Taranto che hanno eseguito undici delle dodici ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari di Lecce Antonia Martalo'. su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Lino Giorgio Bruno della Direzione Distrettuale Antimafia della citta' salentina.
Le accuse sono, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, porto e detenzione illegale di armi ed esplosivi, estorsione, usura, intestazione fittizia di beni a fini elusivi della normativa di prevenzione antimafia e agevolazione al riciclaggio, atti di concorrenza compiuti con violenza e minaccia, pesca di frodo con l'uso di esplodenti, tutti reati che sarebbero stati commessi avvalendosi delle condizioni di appartenenza ad una associazione mafiosa ed al fine di agevolarne l'attivita'.
L'operazione, a cui e' sfuggito uno dei destinatari delle misure cautelari, e' stata denominata 'Octopus'. Il tentativo di condizionare il settore ittico sarebbe stato facilitato dalla precedente esperienza di pescatori degli affiliati all'organizzazione. Nell'inchiesta sono indagate sette persone a piede libero.
E poi attraverso la gestione, a Scanzano Jonico (Matera), dello stabilimento balneare 'Lo Squalo Beach' direttamente gestita dai figli di Francesco Scarci, 59 anni, presunto capo clan, per conto di quest'ultimo.
Secondo quanto accertato, la struttura, situata in una zona tradizionalmente appannaggio di personaggi malavitosi notoriamente legati alla famiglia, e' stata utilizzata sia come appoggio logistico per la pratica, nelle acque adiacenti, della pesca di frodo con uso di esplodenti, sia per intrattenere contatti e relazioni con gli esponenti di altre organizzazioni mafiose lucano/calabresi.
Le indagini sono iniziate a febbraio del 2009. Negli ultimi due anni, il clan sarebbe salito a posizioni di assoluta egemonia criminale e, senza dover necessariamente ricorrere ad esplicite manifestazioni di forza, si e' imposto sul resto dell'ambiente delinquenziale locale.
Gli investigatori della sezione criminalita' organizzata della Squadra Mobile hanno avviato indagini finalizzate a reprimere le sue attivita' all'indomani del ritorno in liberta' di Scarci scarcerato il 26 febbraio del 2009. Scarci, con la collaborazione del fratello Giuseppe, 55 anni, di Maurizio Petracca, 41, di Salvatore Viviano, 52 e altri esponenti, arrestati stamane, e' riuscito a riorganizzare il clan estendendo il suo ambito di influenza dal rione Salinella, tradizionale roccaforte, alla Citta' Vecchia' nella zona del porto dei pescherecci.