"Con l'abolizione delle province il rischio del Bari-centrismo è ancora più concreto"
di Dario Durante. La graduale abolizione delle province prevista dalla recente manovra economica del Governo Monti è «una novità positiva, ma non è ancora del tutto soddisfacente» perché «è necessario interrogarsi sul futuro amministrativo dei territori».È il parere del movimento Regione Salento che invita «la politica a un confronto immediato e serrato, senza chiusure ideologiche» soprattutto da parte dei tre presidenti delle provincie salentine di Taranto, Brindisi e Lecce (Florido, Ferrarese e Gabellone) ai quali si chiede «un maggiore coraggio di prospettiva».
«Con la delega delle competenze delle Province in capo alle Regioni, il rischio del Bari-centrismo della spesa pugliese sarà ancora più concreto» afferma il presidente del movimento Paolo Pagliaro che si mostra preoccupato «dall’idea che siano le città metropolitane i nuovi baluardi delle esigenze del territorio. Se dovessero sorgere queste realtà, immagino che la trasformazione di Bari in città metropolitana possa solo continuare ad emarginare il Salento».
«Noi siamo convinti che l’Italia delle trenta Regioni, che nascerebbe in un momento storico caratterizzato dall'esigenza del risparmio della spesa pubblica, sia la via migliore per ridisegnare un Paese più efficiente» ribadisce Pagliaro che vede nel personale facente capo alle provincie una loro ricollocazione in parte nel nuovo ente regionale virtuoso, in parte nei comuni, «che sono tutti in carenza di organico derivante dai pensionamenti mai integrati, a causa del blocco dovuto alle Finanziarie degli ultimi anni».
Il movimento, poi, calcola che, nel nuovo Salento, i considerevoli risparmi saranno orientati all'investimento nell’ottica di un «regionalismo virtuoso» con l’obiettivo di porre fine ai privilegi della casta cercando il benessere dei cittadini, la qualità della vita e la sobrietà nella gestione dei soldi pubblici.
«Sono assolutamente certo che anche quei partiti che sino ad oggi hanno dimostrato scetticismo nei confronti di questo dibattito, adesso possano analizzare in una nuova ottica l’ipotesi che il nostro territorio debba attrezzarsi alla sfida del Federalismo senza Province da protagonista. Non possiamo correre il rischio di vedere il nostro destino affidato alla sensibilità di questa Regione Puglia, che da titolare di queste nuove attribuzioni di potere, al Salento dedicherebbe solo le briciole» è la conclusione del leader del movimento.