“Mettiamo fine alle morti nelle carceri pugliesi”
BARI. “La morte nel carcere di Trani durante la notte di San Silvestro di Gregorio Durante è l’ennesimo decesso, stavolta avvenuto in un Ospedale psichiatrico giudiziario, che riaccende i riflettori su queste strutture che rappresentano una vergogna per il nostro Paese e che per questo vanno chiusi, così come ci aveva già ricordato l’estate scorsa il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano". Lo ha detto il consigliere regionale Dino Marino (Pd).
"I parenti e i legali di Durante - aggiunge Marino - avevano chiesto da tempo la sua scarcerazione per incompatibilità con il regime carcerario in seguito ai postumi di un’encefalite virale che l’aveva colpito. Questa morte pone due questioni: la prima, chiudere immediatamente gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, cancellati solo sulla carta dall’ultima riforma della sanità penitenziaria. Gli Opg sono sei e vi sono rinchiuse 1400 persone, non ci sono le più elementari condizioni igienico-sanitarie, mentre non si contano i casi di costrizione fisica in letti a cui i pazienti vengono legati; la seconda, in Puglia dopo che abbiamo nominato il Garante delle persone private delle libertà, bisogna verificare seriamente il protocollo d’intesa tra Regione Puglia e Ministero della Giustizia per la sanità carceraria. Casi come questo, infatti, - spiega -si evitano anche dando piena attuazione alla riforma della sanità penitenziaria. Nel giorno in cui il Consiglio Regionale ha nominato il dott. Pietro Rossi, Garante dei diritti dei detenuti in Puglia, nel carcere femminile di Trani è stata trovata morta, per cause naturali, una giovane detenuta di Taranto".
"Più volte - prosegue Marino - abbiamo denunciato le drammatiche situazioni in cui versa la sanità penitenziaria, trasferita dal 2008 dallo Stato alle Regioni; anche quella mattina ne abbiamo sottolineato l’inadeguatezza e quell’ultimo episodio dimostra quanto fosse necessaria alla Puglia la figura del Garante per i detenuti. A lui abbiamo assegnato il compito di restituire dignità alle persone private di libertà, ripristinando alcuni diritti fondamentali come quello della salute. Ma mi chiedo da allora il dott. Rossi è stato messo nelle condizioni di operare? Questo è l’interrogativo che pongo alla Giunta regionale della Puglia. Nella nostra Regione non possono avvenire queste morti per inciviltà, non possiamo avere l’anima in pace solo perché da qualche mese abbiamo nominato il garante pugliese. Non basta, non è giusto. Quando muore una persona in carcere - conclude il consigliere - siamo di fronte ad una sconfitta per tutti, per lo Stato, per quelli che potrebbero fare qualcosa e invece, continuano a chiudere gli occhi ed ignorare che c’è bisogno di una vera riforma carceraria e per tutti quei cittadini che credono di vivere in un Paese civile”.
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