Oggi l'incontro tra Parolisi e Vittoria: legale Rea, famiglia impreparata ad incontro
di Roberta Calò. Previsto per oggi l'incontro tra Salvatore Parolisi e la figlia, la piccola Vittoria. L'uomo è al momento detenuto presso il carcere di Castrogno con l'accusa di uxoricidio, ai danni di Melania Rea, la giovane donna di Summa Vesuviana scomparsa lo scorso Aprile e ritrovata accoltellata dopo 48 ore nel Bosco delle Casermette. La minore secondo quanto stabilito dal Tribunale dei Minori di Napoli è affidata alle cure dei nonni materni che nel corso delle varie fasi investigative, avevano avanzato la richiesta di affido temporaneo. I nonni non concordano con l'eventuale incontro pensando che possa risultare dannoso per una bambina che ha subito precocemente la scomparsa della madre e che ha trascorso il suo primo Natale senza entrambi i genitori. Lo stato detentivo dell'uomo è stato confermato sia in fase preliminare che in fase di Ricorso che dai giudici della Corte Suprema in visione di un impianto accusatorio fondato su un imbuto emotivo che avrebbe costretto il caporalmaggiore a commettere l'efferato delitto in quanto spinto dalle pressioni dell'amante e dalle eventuali responsabilità economiche a cui avrebbe dovuto far fronte in caso di separazione. Ad accompagnare la piccola saranno proprio i genitori della vittima i quali attraverso i loro rappresentanti legali hanno fatto giungere voce di non essere stati preparati opportunamente dai servizi sociali. "La famiglia si trova sprovvista ed impreparata non avendo avuto nessun tipo di assistenza da parte dei servizi sociali per questa occasione" spiega l'avvocato di parte Mauro Gionni "noi diciamo che questo percorso doveva avvenire prima dell'incontro". I giudici partenopei hanno stabilito che gli incontri avvengano ogni tre settimane; quello che dovrebbe aver luogo oggi è il primo dal giorno in cui Parolisi è stato arrestato, nonostante le numerose richieste avanzate dall'uomo di poter vedere la figlia prima delle vacanze natalizie appena concluse. Intanto i giudici incaricati di portare a conclusione le indagini sul caso Rea potrebbero presentare nei giorni successivi la richiesta di giudizio immediato; al momento tutti gli indizi raccolti non hanno apportato una prova schiacciante che colga l'uomo in flagranza di reato, ma portano alla luce le numerose falle presenti nelle varie testimonianze rilasciate dall'imputato individuato come unico e possibile colpevole.
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