Porti: "Disallineamento tra partnership Regione Puglia e eventi nautici"

BARI. Si dimostra un palese disallineamento tra la partnership che la Regione Puglia concede o ha appena concesso ad importanti eventi nautici quali il Salone Nautico di Brindisi o Nauti.go, che si è svolto a Lecce Fiere con grandissimo riscontro di operatori e di fruitori, e l’aggiornamento dei costi delle concessioni demaniali che farà schizzare alle stelle l’ormeggio delle barche nei nostri porti turistici.
Si badi bene che non stiamo parlando degli yacht dei grandi magnati russi o delle star del jet set internazionale, bensì di piccole imbarcazioni diportistiche che vengono utilizzate nel tempo libero o nei week end da comuni cittadini, spesso acquistate nel cosiddetto mercato di “seconda mano” e che sono alla base dell’attività imprenditoriale e artigianale di tante imprese salentine non soltanto del settore bensì dell’intero indotto che la nautica è capace di movimentare: dalla componentistica alla tappezzeria, dall’elettronica alla meccanica e così via.
Non c’è dubbio che siano in tanti, dinanzi agli aumenti in atto, ad aver già pensato di vendere, non volendone sapere più nulla di navi, barche e zattere.
Ritengo oltremodo dannosi certi inasprimenti che indubbiamente colpiscono in maniera grave il settore di riferimento e l’intero turismo nautico, proprio nel momento in cui la sfida globale ci vede competitori di Paesi mediterranei che, per incentivare il diportismo, fanno pagare bassissime tasse di concessione demaniale e irrisorie, se non inesistenti, tasse di stazionamento.
È sbagliato pensare che la nautica sia l’isola felice di ricchi miliardari (dei quali, ovviamente, non ci interessa nulla)! Così non è! Ci preoccupano però gli artigiani e gli operai delle piccole nostre aziende del comparto, che rischiano di perdere il lavoro o di fallire. E dinanzi a questo rischio non si può far finta di nulla. La Regione Puglia non può trascurare questi aspetti mentre il turismo è un comparto fortunatamente in controtendenza.
Lo riferisce in una nota l'on Ugo Lisi (Pdl).