Nichi Vendola al Forum sulla Non autosufficienza
BARI. “Occorre rimettere al centro la dignità delle persone affinchè quella modernità che non guarda al profitto e al mercato ma che guarda agli esseri umani, possa tornare al centro delle politiche pubbliche”.
Lo ha detto questa mattina il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola intervenendo, insieme con l’assessore al Welfare Elena Gentile, al Forum sulla non autosufficienza (Strumenti, idee e soluzioni per il lavoro di cura e l’integrazione socio-sanitaria) che, alla sua quarta edizione, prende avvio per la prima volta da una città del Mezzogiorno (oggi e domani a Bari, presso Villa Romanazzi Carducci).
“Oggi siamo di fronte al rischio che muoia l’Europa del Welfare – ha aggiunto Vendola – il sistema del Welfare in Italia negli ultimi 20 anni è stato colpevolmente rappresentato come luogo dello spreco e della dissipazione delle risorse pubbliche, senza invece comprendere quanto questo possa essere prima di tutto uno straordinario fattore di sviluppo economico perché una società senza welfare è una società più povera”. La preoccupazione per Vendola è “che stia morendo il welfare e, se muore il welfare non c’è più l’Europa”. “Io sono innamorato di questo continente particolarmente per due ragioni – ha spiegato Vendola - qui è nata la civiltà dei lumi e il primato della libertà individuale e qui è nata la rete dei diritti sociali e dei diritti collettivi. Un felice intreccio che, se stracciato, fa scivolare indietro l’Europa facendo ritornare la paura perchè aumenta la disoccupazione di massa e va in crisi la democrazia. E allora il rischio è che ritorni la facile caccia alla persona più debole”.
“L’idea che ci possa essere una cura fatta di mutilazione di diritti e di rapporti umani è un’idea demenziale - ha continuato Vendola - che abbiamo combattuto lungo tutto il percorso del 900. Poi avere il diritto di avere diritti è stata l’idea sulla quale si è costruita un’epoca nuova che ha imparato persino a modificare il vocabolario. Con un paradosso però: che rischia cioè di cambiare in meglio il vocabolario mentre cambiano in peggio le politiche concrete. Oggi, ad esempio, non diciamo più handicappato ma persona con disabilità o diversamente abile, ma dobbiamo avere la consapevolezza che i soggetti di cui parliamo stanno rischiando di tornare nel baratro, in un cono d’ombra spaventoso”. Vendola ha poi parlato del modello di welfare che si è provato ad avviare in Puglia, “un modello in cui i diritti universali non conoscessero steccati né ideologici né di altro genere, un modello in cui le persone potessero essere guardate con un rispetto assoluto”.
“Abbiamo provato ad immaginare che le persone, tutte le persone - ha continuato Vendola - avessero bisogno di relazioni e di accoglienza e che, ad esempio, la domiciliarizzazione della cura potesse essere la risposta più alta e opportuna. Oggi però siamo di fronte al rischio che essa stessa possa essere inibita dalla carenza di risorse e da una crisi che viene affrontata rendendo principio costituzionale, il pareggio di bilancio. Io mi vergogno molto di questo atto del mio paese perchè ho sempre pensato che principio costituzionale dovesse essere piuttosto cancellare la disoccupazione, la povertà o l’analfabetismo. Introdurre il pareggio di bilancio come principio costituzionale è il sintomo di una società dominata da una cultura ragionieristica e, sotto quella cultura, rischia di morire tanta gente”.
Il Forum sulla Non autosufficienza è organizzato dalla Maggioli Casa Editrice, con il patrocinio del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, della Regione Puglia, della Provincia di Bari e del Comune di Bari.
“Oggi siamo di fronte al rischio che muoia l’Europa del Welfare – ha aggiunto Vendola – il sistema del Welfare in Italia negli ultimi 20 anni è stato colpevolmente rappresentato come luogo dello spreco e della dissipazione delle risorse pubbliche, senza invece comprendere quanto questo possa essere prima di tutto uno straordinario fattore di sviluppo economico perché una società senza welfare è una società più povera”. La preoccupazione per Vendola è “che stia morendo il welfare e, se muore il welfare non c’è più l’Europa”. “Io sono innamorato di questo continente particolarmente per due ragioni – ha spiegato Vendola - qui è nata la civiltà dei lumi e il primato della libertà individuale e qui è nata la rete dei diritti sociali e dei diritti collettivi. Un felice intreccio che, se stracciato, fa scivolare indietro l’Europa facendo ritornare la paura perchè aumenta la disoccupazione di massa e va in crisi la democrazia. E allora il rischio è che ritorni la facile caccia alla persona più debole”.
“L’idea che ci possa essere una cura fatta di mutilazione di diritti e di rapporti umani è un’idea demenziale - ha continuato Vendola - che abbiamo combattuto lungo tutto il percorso del 900. Poi avere il diritto di avere diritti è stata l’idea sulla quale si è costruita un’epoca nuova che ha imparato persino a modificare il vocabolario. Con un paradosso però: che rischia cioè di cambiare in meglio il vocabolario mentre cambiano in peggio le politiche concrete. Oggi, ad esempio, non diciamo più handicappato ma persona con disabilità o diversamente abile, ma dobbiamo avere la consapevolezza che i soggetti di cui parliamo stanno rischiando di tornare nel baratro, in un cono d’ombra spaventoso”. Vendola ha poi parlato del modello di welfare che si è provato ad avviare in Puglia, “un modello in cui i diritti universali non conoscessero steccati né ideologici né di altro genere, un modello in cui le persone potessero essere guardate con un rispetto assoluto”.
“Abbiamo provato ad immaginare che le persone, tutte le persone - ha continuato Vendola - avessero bisogno di relazioni e di accoglienza e che, ad esempio, la domiciliarizzazione della cura potesse essere la risposta più alta e opportuna. Oggi però siamo di fronte al rischio che essa stessa possa essere inibita dalla carenza di risorse e da una crisi che viene affrontata rendendo principio costituzionale, il pareggio di bilancio. Io mi vergogno molto di questo atto del mio paese perchè ho sempre pensato che principio costituzionale dovesse essere piuttosto cancellare la disoccupazione, la povertà o l’analfabetismo. Introdurre il pareggio di bilancio come principio costituzionale è il sintomo di una società dominata da una cultura ragionieristica e, sotto quella cultura, rischia di morire tanta gente”.
Il Forum sulla Non autosufficienza è organizzato dalla Maggioli Casa Editrice, con il patrocinio del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, della Regione Puglia, della Provincia di Bari e del Comune di Bari.