“Ingegneria a Foggia, una svolta vera e non l'ennesima soluzione tampone”
FOGGIA. “La notizia del ravvedimento del Rettore del Politecnico di Bari, Nicola Costantino, e del passo indietro rispetto alla decisione di sospendere i corsi del primo anno della facoltà di Ingegneria nella sede decentrata di Foggia, anche se pesantemente condizionata dallo stanziamento di centomila euro da parte degli enti locali per sostenere l’attività didattica, fa tirare certamente un sospiro di sollievo a tante famiglie e tanti studenti, e alla comunità di Capitanata che non poteva e non può permettersi ulteriori penalizzazioni in un momento di crisi così drammatico. Ma al tempo stesso deve indurre le autorità istituzionali e accademiche, il mondo dell’impresa e la politica tutta a interrogarsi sulla necessità, dopo oltre 20 anni di continua precarietà, di una svolta vera per una facoltà dal ritorno significativo, iniziando dalla sede dei corsi: possono essere ancora e sempre gli angusti locali dell’ITIS ‘Altamura’, anche se ristrutturati, ritenuti adatti e funzionali alle esigenze di docenti e studenti? E la gemmazione può essere ancora la soluzione migliore, preferibile rispetto a un’integrazione con l’ateneo foggiano?”.
Sono alcuni degli interrogativi sollevati da Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione Affari Istituzionali della Regione Puglia, “perché le preoccupazioni per l’immediato futuro non possono però prescindere da bilanci e prospettive a medio e lungo termine, alla luce dei significativi risultati – in termini di ricaduta sul territorio e occupazione – ottenuti nonostante innumerevoli disagi. E la necessità di una programmazione seria deve finalmente scavalcare l’ansia della continua e prevedibile emergenza” sottolinea./c
Sono alcuni degli interrogativi sollevati da Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione Affari Istituzionali della Regione Puglia, “perché le preoccupazioni per l’immediato futuro non possono però prescindere da bilanci e prospettive a medio e lungo termine, alla luce dei significativi risultati – in termini di ricaduta sul territorio e occupazione – ottenuti nonostante innumerevoli disagi. E la necessità di una programmazione seria deve finalmente scavalcare l’ansia della continua e prevedibile emergenza” sottolinea./c
