Lavoro: fischi per Bersani e Fassino. Nuovo monito di Napolitano ai partiti
di Redazione. Festa del 1° maggio diversa rispetto agli altri anni in Italia con momenti di riflessione e di raccoglimento dovuti al particolare momento storico caratterizzato dalla crisi economica. Sono state molte le tradizionali manifestazioni sindacali in molte citta' - la piu' importante si e' svolta a Rieti con i segretari di Cgil, Cisl, Uil - e una cerimonia ufficiale al Quirinale. Concerto a San Giovanni dal primo pomeriggio a notte inoltrata. Momenti di tensione anche a Torino, dove il sindaco Fassino e' stato contestato dai giovani del centro sociale Askatasuna. Qualche fischio anche nei confronti di Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, che ha festeggiato il Primo maggio a Portella della Ginestra, in Sicilia.
La cerimonia al Quirinale si e' aperta dopo che il presidente Giorgio Napolitano aveva deposto una corona di fiori al Monumento ai caduti del lavoro in piazza Giulio Pastore, all'Eur. Nel suo discorso - tra le autorita' presenti il premier Mario Monti, i ministri Elsa Fornero, Corrado Passera, Anna Maria Cancellieri e il vicepresidente della Corte Costituzionale Franco Gallo - il capo dello Stato ha sottolineato come i dati economici negativi dell'Italia ''fanno emergere realta' che nessuno puo' sottovalutare o considerare con distacco, anche i casi estremi del lavoratore sull'orlo della disoccupazione o dell' imprenditore sull'orlo del fallimento che si tolgono la vita non possono non addolorarci e scuoterci''. Napolitano ha parlato inoltre della crescita economica come condizione necessaria per risolvere il problema della disoccupazione giovanile. ''Le misure per la crescita non cancellano il rigore. I progressi fatti hanno evitato rischi catastrofici'', ha pero' aggiunto, sottolineando che ''i provvedimenti deliberati dal governo Monti hanno portato a un ritorno di fiducia nella sostenibilita' finanziaria del nostro paese''.
Nel discorso del presidente della Repubblica non è mancato un riferimento al ruolo dei partiti attraverso una nuova prova del loro senso di responsabilita', affinche' arrivino velocemente a intese conclusive su una legge cosi' importante e delicata come quella della riforma del lavoro. Monito pure alle parti sociali e alla politica affinche' evitino contrapposizioni ''laceranti e paralizzanti'': ''Ogni posizione difensiva o nostalgica e' perdente. con una Europa che rischierebbe di scivolare ai margini della storia''.
Da Rieti i leader sindacali hanno confermato le proprie richieste a Monti. ''La Cgil chiede al governo di cambiare la politica di rigore e recessione per fare una politica di crescita'', ha detto il segretario Susanna Camusso facendo una proposta: ''Si detassi la tredicesima gia' quest'anno, poi nel 2013 si faccia la riforma strutturale del fisco abbassando le tasse sul lavoro dipendente''. Camusso e' stata polemica anche verso le decisioni dell' ultimo Consiglio dei ministri: ''Trovo stravagante che i tecnici abbiano bisogno di nominare altri tecnici, il tema e' cambiare registro perche' con queste politiche non si esce dalla crisi''.
La cerimonia al Quirinale si e' aperta dopo che il presidente Giorgio Napolitano aveva deposto una corona di fiori al Monumento ai caduti del lavoro in piazza Giulio Pastore, all'Eur. Nel suo discorso - tra le autorita' presenti il premier Mario Monti, i ministri Elsa Fornero, Corrado Passera, Anna Maria Cancellieri e il vicepresidente della Corte Costituzionale Franco Gallo - il capo dello Stato ha sottolineato come i dati economici negativi dell'Italia ''fanno emergere realta' che nessuno puo' sottovalutare o considerare con distacco, anche i casi estremi del lavoratore sull'orlo della disoccupazione o dell' imprenditore sull'orlo del fallimento che si tolgono la vita non possono non addolorarci e scuoterci''. Napolitano ha parlato inoltre della crescita economica come condizione necessaria per risolvere il problema della disoccupazione giovanile. ''Le misure per la crescita non cancellano il rigore. I progressi fatti hanno evitato rischi catastrofici'', ha pero' aggiunto, sottolineando che ''i provvedimenti deliberati dal governo Monti hanno portato a un ritorno di fiducia nella sostenibilita' finanziaria del nostro paese''.
Nel discorso del presidente della Repubblica non è mancato un riferimento al ruolo dei partiti attraverso una nuova prova del loro senso di responsabilita', affinche' arrivino velocemente a intese conclusive su una legge cosi' importante e delicata come quella della riforma del lavoro. Monito pure alle parti sociali e alla politica affinche' evitino contrapposizioni ''laceranti e paralizzanti'': ''Ogni posizione difensiva o nostalgica e' perdente. con una Europa che rischierebbe di scivolare ai margini della storia''.
Da Rieti i leader sindacali hanno confermato le proprie richieste a Monti. ''La Cgil chiede al governo di cambiare la politica di rigore e recessione per fare una politica di crescita'', ha detto il segretario Susanna Camusso facendo una proposta: ''Si detassi la tredicesima gia' quest'anno, poi nel 2013 si faccia la riforma strutturale del fisco abbassando le tasse sul lavoro dipendente''. Camusso e' stata polemica anche verso le decisioni dell' ultimo Consiglio dei ministri: ''Trovo stravagante che i tecnici abbiano bisogno di nominare altri tecnici, il tema e' cambiare registro perche' con queste politiche non si esce dalla crisi''.
