"Tg locali per audiolesi, Introna non ceda alle facili furbizie"

BARI. “Sarebbe opportuno conoscere nel dettaglio quali siano le iniziative che sarebbero state assunte dal Presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, per ottenere che almeno uno dei Tg3 della Puglia affianchi al giornalista conduttore un interprete del linguaggio dei segni per venire incontro agli audiolesi. Ma l’impressione è che si tratti di un goffo tentativo di dimostrare sensibilità nei confronti di una categoria sociale (gli audiolesi) rispetto alla quale il Governo regionale ha fino ad oggi dimostrato indifferenza e insensibilità. Con l’aggravante, peraltro, di aver riscoperto il tema nel pieno della campagna elettorale che sta per concludersi”. Durissimo il commento del consigliere regionale di Futuro e Libertà, Euprepio Curto, alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio regionale su un tema ad alta sensibilità sociale quale quello mirante a garantire agli audiolesi l’accesso all’informazione locale e regionale.
“Premesso che – ha dichiarato Curto – ho personalmente accertato che ad oggi non risulta essere pervenuta alla direzione di Tgr alcuna proposta in merito, e che quindi sarebbe stato molto più apprezzabile averne dato notizia solo dopo la formalizzazione della proposta medesima, vi è da dire che disturba alquanto il fatto che il Presidente del Consiglio regionale – che, in quanto tale, dovrebbe costituire il più alto momento di tutela delle iniziative dei consiglieri regionali – non abbia fatto alcun riferimento alla paternità dell’iniziativa che assegna alle emittenti locali risorse finanziarie finalizzate all’utilizzo, in almeno un Tg, di un traduttore del linguaggio dei segni. Un’iniziativa – ha proseguito l’esponente politico di Fli – che mi vide come primo firmatario di un emendamento, approvato dal Consiglio regionale nella sessione di bilancio del mese di dicembre 2010, che stanziava 200 mila euro in materia, e riproposto per 400 mila euro nella sessione di bilancio del dicembre 2011. Somme ancora non utilizzate per i ritardi accumulati dal Governo regionale nella redazione del regolamento attuativo. Sarebbe, quindi, quanto mai opportuno – ha concluso Curto – che il Presidente del Consiglio regionale non cedesse, almeno lui, alle facili furbizie, annunciando iniziative non ancora avviate, citando, invece, con nome e cognome coloro che con la loro iniziativa hanno avuto la sensibilità di accendere i riflettori su una grande questione di civiltà sociale."