"Trasporto pazienti oncologici, perché fare inopportuna demagogia?”

TARANTO. “Riguardo la problematica del trasporto malati oncologici come ho avuto più volte modo di precisare poiché il servizio non rientra nei L.E.A., Livelli Essenziali di Assistenza, accade che oltre ad essere stato concepito come progetto sperimentale è un qualcosa di meramente opzionale, al punto che le Aziende sanitarie o altri Enti, come il Comune o altre Istituzioni, potrebbero improntarlo da sé conferendogli proprie risorse economiche.
Pertanto, oggi chiedere come fanno i consiglieri Cervellera, Pentassuglia, Laddomada, Lospinuso e chiunque altro di utilizzare i soldi appena stanziati dalla regione alla Asl di Taranto, cioè gli 8 milioni di euro circa, per pagare il servizio di trasporto malati oncologici, non tenendo conto che queste risorse devono andare a sopperire le tante carenze che sono presenti in tanti Reparti e tanti Servizi, anche di grande rilevanza ed impatto sul piano assistenziale, è qualcosa che fa pensare a come la politica sia ottusa nei contenuti.
La politica deve tornare ad essere elevata, al punto da guidare rettamente e coadiuvare opportunamente l’attività amministrativa, procurando benefici effettivi alla popolazione ed evitando di scadere nel bieco personalismo o populismo a fini di propaganda elettorale.
Le risorse economiche per il comparto sanitario, sono purtroppo limitate ecco perché devono essere utilizzate al meglio, a garanzia del diritto alla salute e nei crismi del codice deontologico sanitario e del Piano Sanitario Nazionale nonché Pugliese garantendo il maggiore beneficio possibile.
Sono d’accordo sul fatto che si possa o debba garantire tutto, anche un servizio meramente discrezionale, se e quando ci sono le risorse! Quando ciò non è possibile bisogna dare la precedenza all’assistenza primaria, ed assicurare in primis la sua copertura finanziaria.
Il trasporto malati oncologici pur encomiabile è secondario come importanza e reputo, invece, che per i pazienti oncologici sia più opportuno quanto già previsto nei L.E.A. cioè ‘un servizio di assistenza sanitaria domiciliare integrata’ secondo una selezione del paziente bisognoso e come previsione legislativa prescrive; questa soluzione la considero la più rispondente alle esigenze del paziente e valida sotto il profilo sanitario.
La politica deve occuparsi soprattutto di come far rispettare al meglio i maggiori interessi possibili dei cittadini/pazienti spogliandosi una volta per tutte di demagogia”.
Così il consigliere regionale Patrizio Mazza.