Lecce: D’Alema candida Monti, anzi, no…

di Francesco Greco. E’ un D’Alema stanco, appannato, sfatto dal caldo di Minosse (42°) quello che sbarca a Lecce a presentare “Alla mia sinistra”, di Federico Rampini (Mondadori). Pubblico di vecchi smarriti, radi applausi di maniera (col repertorio anti-Berlusconi sulla “democrazia mediatica” va sul sicuro), niente troupe tv per una lezione di politica da freezer del Novecento, della serie “il vecchio che avanza” e afferra il nuovo per tirarlo sotto le onde. Insomma, accademia in un clima da autunno del patriarca per analisi politiche risapute, incluso l’auto-elogio del suo governo nel 1999 (mai eletto se non da Cossiga), e di quando fu ministro degli Esteri, facendo cose “di sinistra”: quali? “La missione di pace in Libano” per dire e quella di guerra in Bosnia. Ma “gli italiani hanno la memoria corta…”, chiosa sarcastico. Meno male.
In mattinata i giornali han fatto capire che dietro al lancio della candidatura di Monti, un tecnico fattosi politico, ci sono il presidente di “Italianieuropei” e del Copasir (struttura che controlla cimici e barbefinte, regalo di Berlusconi) e Napolitano. Così qualche giornalista si affaccia verso la fine della performance dal sapore del dejà-vu alle Officine Cantelmo (location dove si incontrano affaristi e gente pratica di inciuci) e dopo che lo ha sentito elogiare Monti sulla spending-review che vuol tagliare il 20% dei dirigenti pubblici, osa chiedergli se ha candidato l’attuale premier per il 2013 a capo del centrosinistra: “Quello che fa Monti è compatibile col centrosinistra”. Risposta piccata, da politica dell’altro secolo: “Io non l’ho detto…”. Avesse aggiunto che i giornalisti han capito male, la sovrapposizione con Berlusconi sarebbe stata automatica in questo Paese “ricco, volgare, gaudente” (Rampini nel libro): dipende da dove lo guardi...
Parterre di vecchi burocrati in disarmo ma che ancora cercano una botta di vita, clientes, signore fresche di estetista, che han conosciuto tempi migliori e qualche quarantenne area Sel. Dopo Rampini, generoso di dati “globali”, che ha sovrapposto la crisi attuale a quella degli anni ‘20, D’Alema si è detto certo che il centrosinistra vincerà nel 2013. Ha invitato la base del partito che non vuole allearsi con Casini a farselo “piacere”. Sottinteso: turandosi il naso. Facendo capire che sta lavorando a un’armata Brancaleone con dentro tutti, anche Fini, magari pezzi di Pdl. Ma ha glissato sul programma. Ha difeso i partiti, come se gli orrori della Casta fossero invenzioni sociologiche. Due le parole più pronunciate: “uguaglianza” e “responsabilità”. Ha aggiunto che veniamo da un “decennio nero”, tutta colpa delle destre: politiche, intellettuali, imprenditoriali, a livello europeo. Ma con Holland la riscossa socialista è cominciata.
Spocchioso e tolemaico, martellando sulle consonanti con la vocina stridula, si è collocato al centro del quadro politico per dare patenti a tutti, nel solito modo spregiudicato che ne fa il politico più temuto. Incredibile a dirsi: ha sdoganato Grillo: “Non è un racconto storico, è il secondo partito”, ma bastonato il grillismo. Con gaffe incorporata. Ha sostenuto che il fondatore del Movimento 5 Stelle è coccolato dalla grande stampa e dalle destre. Il comico si lamenta del contrario: è attaccato un giorno si e l’altro pure dal “Corriere della Sera”, da “Repubblica”, persino dal “Fatto Quotidiano”. Ha ripetuto che questo governo è ricattato dal Cavaliere, specie su media e giustizia. Ha scordato di aggiungere (memoria corta) che con B. ci ha fatto una bicamerale e quando qualcuno pensò di mettere sul mercato Mediaset fu proprio lui a dare lo stop: “E’ una risorsa del Paese”.
Altra gaffe: “Non è la sanità che affossa i conti pubblici…”. Ma dilapida i 2/3 del bilancio delle Regioni. Nonostante le inchieste ha dipinto il mondo della sanità come il paese dei campanelli, anzi, ha accusato i privati di arricchirsi. Ma se il politico non reggesse il sacco come farebbero? Ha poi detto che il presidente di Confindustria Squinzi, accusando Monti di “macelleria sociale” ha fatto una gaffe, ma non c’entra niente con lo spread. Intanto la Camusso lo ha applaudito, e non è frequente che gli industriali dicano cose di sinistra. Non ha resistito alla tentazione provinciale di citarsi. Bill Clinton gli disse che i politici non sono amati, la gente preferisce quelli che raccontano storie, solo che questi poi non sanno governare (frecciatina al curaro a Vendola? A Berlusconi? A entrambi?). Ha ricordato l’incontro con Hu-Jintao, che si lamentava degli scioperi. D’Alema: “Avete voluto il capitalismo, ora tenetevi la lotta di classe”. E il leader cinese: “Quale capitalismo? Qui c’è il socialismo…”. Risatina di D’Alema: un must del repertorio.
Alla fine, facce deluse, soprattutto dei pochi ragazzi che si erano affacciati, blanditi con il passaggio sull’affermazione delle proprie aspirazioni: ma come? Non una parola sul lavoro, la precarietà, il Sud, una visione possibile, praticabile, una dialettica in progress. Il male attuale, la crisi, la speranza abortita, tutto è stato in chiave manichea scaricato su chi governava prima con una vaghezza politico-culturale da brivido. Di Lusi, Tedesco, Penati, chi finanzia Italianieuropei, il sudiciume della Casta, ospedali chiusi, welfare devastato, manco a parlarne. Magari sono invenzioni dei media che stanno con Grillo. Per cui, quando D’Alema, dopo aver vantato la spending-review, sale con la scorta sulla sua auto blu scortato da due auto della Polizia, si lascia dietro una scia di naftalina e la sensazione di un regime che agonizza, un mondo muore, una certa idea di sinistra è da rottamare: il Novecento tramonta. D’Alema è per lo status quo, non emoziona cuori né folgora menti: vuol galleggiare con i suoi privilegi castali a cui è attaccato come il polipo allo scoglio delle “Sorgenti”. Casta casta delle mie brame, chi è il più furbo del reame?
Un articolo più idiota, incoerente e contro la stessa sinistra, che l'autore spera di caldeggiare, non l'avevo mai letto. Ma perché Francesco Greco non va ad osannare Berlusconi, Grillo, Telese e altra gentaglia del
RispondiEliminatipo, invece di sortire una serie di becere frasi sconnesse, senza senso e che sanno di muffa?