Pubblico Impiego: Patroni Griffi, avanti con i tagli
ROMA. Il governo può portare a termine il suo mandato, quello di tirare fuori l’Italia dalla crisi, ma deve continuare a lavorare “senza allentare la concentrazione”. E’ l’auspicio, e insieme il monito, che arriva dal ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi, intervistato dall’Adnkronos. “Penso che se continueremo così, senza cali di tensione, la strada è quella giusta e l’obiettivo finale potrà essere raggiunto”, dice, ma avverte: “Non bisogna allentare la concentrazione”. Sull’ipotesi che il governo possa chiedere lo scudo anti-spread Patroni Griffi risponde: “Noi non ne abbiamo parlato. Non sono il ministro più adatto a fare una valutazione del genere ma fra i ministri tecnicamente più preparati non ne ho sentito parlare”.
La priorità indicata dal ministro, in vista della ripresa dei lavori al Cdm del 24 agosto, ”è dare concreta attuazione alle misure di semplificazione già adottate. Fare crescita vuol dire liberare risorse e la semplificazione aiuta a liberare risorse che già ci sono nella realtà economica”.
“E’ già avanzata la normativa per la Via, valutazione di impatto ambientale, per le pmi che era nel decreto ‘semplifica-Italia’”, dice il ministro, riferendo che “il tavolo con le regioni e lo sviluppo economico è quasi concluso”.
Al punto che “c’è stato il tentativo di portare la normativa già all’ultimo Cdm” e ora “sarà pronta per il prossimo”.
Patroni Griffi spiega poi che il governo va avanti con il suo piano di riduzione della pianta organica del pubblico impiego. Disponibile al confronto, ma andrà avanti.
“Alla ripresa saremo molto impegnati sulla riduzione della dotazione organica nel pubblico impiego, in un’ottica di razionalizzazione delle risorse”, dice, ricordando comunque che “l’apparato pubblico italiano non è particolarmente sovradimensionato”. L’obiettivo del governo è quello di procedere “in maniera selettiva e non lineare”.
Sul piano normativo, nel decreto spending review, “è previsto il coinvolgimento dei sindacati, spero che non vogliano autoescludersi”, dice ancora il ministro. E’ peraltro già fissato, per il 28 settembre, lo sciopero del pubblico impiego proclamato da Cgil e Uil. “La decisione di utilizzare lo strumento dello sciopero è rimessa all’autonomia dei sindacati”, puntualizza Patroni Griffi, assicurando che il governo “andrà comunque avanti, con il massimo della disponibilità al confronto”.
Il rapporto fra il ministro e sindacati sembra comunque cambiato rispetto all’accordo siglato il 10 maggio, che secondo Cgil, Cisl e Uil sarebbe poi stato disatteso. Non la pensa così Patroni Griffi. “Sono più appassionato alla sostanza che agli strumenti, ma se certi sindacati spulciassero il decreto spending review troverebbero norme sulla valutazione, norme che fanno chiarezza sugli strumenti di consultazione sindacale. Sugli assetti organizzativi le decisioni sono rimesse al datore di lavoro pubblico, mentre per ciò che investe il personale e il rapporto di lavoro c’è l’esame congiunto in un tempo che le parti si danno”, fa notare.
“E’ il modo corretto per agire e corrisponde a quell’accordo. Se l’accordo è invece letto come compartecipazione alla produzione legislativa non è possibile, una cosa è lo stato datore di lavoro una cosa è lo Stato regolatore”, ricorda il ministro.
Ma pronti arrivano gli strali della Cgil in replica alle dichiarazioni del ministro. Anche questo "rischia di diventare il governo dei licenziamenti". E' l'amara considerazione con cui il responsabile del dipartimento Settori pubblici del sindacato, Michele Gentile, replica al ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi, che ha ribadito la volonta' di andare avanti con il taglio degli organici nel pubblico impiego e di arrivare alla definizione di un provvedimento ad hoc per regolamentare i licenziamenti disciplinari nel pubblico.
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