“Vendola, Florido e Stefàno spieghino che fine ha fatto il ‘Contratto di Programma’ del 2004”

BARI. Il Consigliere regionale PdL, Pietro Lospinuso ha diffuso la seguente nota:
“Mentre assistiamo con il fiato sospeso al sadico balletto in corso sulla pelle del futuro di Taranto e non soltanto di Taranto, non possiamo consentire che un identico giudizio di condanna coinvolga indiscriminatamente tutta la politica locale, a fronte di comportamenti molto diversi.
Chi scrive, per esempio, ha partecipato alla definizione di uno concreto e preveggente, quanto purtroppo inattuato, ‘Contratto di Programma’, che - nel 2004, ai tempi del penultimo Governo-Berlusconi, del Governo regionale di Fitto e dell’Amministrazione Comunale di Rossana Dibello - definì e finanziò un piano di risanamento dell’area-ILVA che conteneva, tra l’altro, la sostituzione delle cokerie obsolete, di cui l’allora Sindaco di Taranto aveva ordinato la chiusura, la realizzazione della mega-barriera per contenere le polveri ed il trasferimento dei condomini più interessati. All’uopo, oltre agli ingenti investimenti che l’azienda si impegnò a realizzare ed ha realizzato, si resero disponibili 56 milioni di euro pubblici, che invece le successive Amministrazioni di sinistra non seppero e/o non vollero utilizzare, così come hanno perso 25 milioni finalizzati al risanamento del Mar Piccolo e 20 milioni per il Distripark, preferendo distrarre i tarantini con leggine regionali tanto strombazzate quanto inutili.
Di questo i Tarantini ed i Pugliesi tutti hanno il diritto ed il dovere di chiedere conto a Vendola, a Florido, a Stefàno ed a quanti con loro bloccarono quel progetto invece di migliorarlo, e non hanno saputo in questi anni far altro, sulla questione ambientale tarantina, che diffondere proclami a vuoto, autentiche ‘grida’ manzoniane.
Noi facemmo la nostra parte per la salute, abbiamo continuato a farla denunciando le omissioni e le depredazioni di cui sopra, e ci siamo schierati dalla parte dei lavoratori quando gli altri vezzeggiavano ed aizzavano gli ideologi della chiusura al buio”.