"Perché non ringrazio Vendola per essersi ridotto lo stipendio"

BARI. "E’ questo il tempo dei gesti simbolici o di quelli sostanziali, concreti, efficaci? La decisione del Governatore della Puglia Vendola di ridursi di 50 mila euro il proprio stipendio è un segnale positivo e coerente con i sacrifici a cui il Paese intero è costretto stante il quadro economico di grave crisi. E’ un gesto che mostra, però, anche arrendevolezza ai problemi o capacità insufficiente a fronteggiarli. E’ come dire: stiamo peggio di prima, non so più cosa fare e non potendo fare altro vi faccio risparmiare sul mio stipendio. Oppure l’altra lettura potrebbe essere questa: sono stato molto impegnato a livello nazionale nell’interesse del mio partito e avendo lavorato meno per la Regione Puglia è giusto che mi sia decurtato lo stipendio.

I cittadini credo che avrebbero preferito continuare a pagare per intero lo stipendio a Vendola se anche il suo impegno, in termini di risultati ottenuti, fosse stato altrettanto per intero quello annunciato nelle campagne elettorali e cioè la diminuzione della disoccupazione, l’incremento delle imprese, lo sviluppo economico, una sanità più efficiente. Invece, le liste d’attesa per visite specialistiche si allungano e la quantità e la qualità dei servizi sanitari erogati precipitano ogni mese di più a livelli vergognosi. Dove sono i cento cantieri promessi, dov’è la sanità migliore promessa, dove sono i nuovi posti di lavoro e cosa si è fatto per difendere quelli che c’erano? La Puglia brucia ma non si sa come utilizzare l’acqua per spegnere le fiamme. In questo scenario serve a poco ridursi lo stipendio ed è sospetto che accada in questa fase in cui è certo che Vendola avrà un ruolo nazionale da svolgere nelle elezioni politiche di primavera. In tal caso la rinuncia a quei 50mila euro è certamente un ottimo investimento per il valore del messaggio da spot elettorale che riesce ad esprimere. Vendola è indubbiamente un bravo comunicatore e sa usare la macchina del consenso mediatico. Avrebbe potuto rinunciare ad una delle sue pensioni (una maturata nella Regione Puglia e l’altra in Parlamento) ma ha preferito ridursi lo stipendio sapendo di raggiungere lo stesso risultato con il minore sacrificio. Credo che non sia questo che gli chiedono i pugliesi ma piuttosto tagliare gli sprechi, migliorare l’efficienza dell’Amministrazione pubblica e produrre benefici per le casse della Regione Puglia e le famiglie. Se anche alla politica, giustamente, sono chiesti sacrifici tante sarebbero le occasioni per risparmiare in Regione. E’ per questo che abbiamo proposto la riduzione del numero dei consiglieri regionali. Aggiungo che si può e si deve ridurre anche lo stipendio di tutti i consiglieri e degli assessori regionali.

Ma vado oltre: si azzerino del tutto i fondi per i gruppi consiliari regionali. Quelle spese siano pagate direttamente dagli stipendi dei consiglieri regionali e non siano più a carico della Regione. Si tenga conto però che causa uno spreco di denaro pure la scelta di Vendola di nominare nella sua giunta assessori esterni così come è segnale di grave insipienza gestionale riempire di debiti la sanità pubblica che invece prima, ai tempi del Governatore Fitto, era a bilancio positivo. Per salvarsi dal default la Regione ha avuto i finanziamenti del governo centrale ma cosa sarebbe accaduto se non fossero stati erogati? In Puglia non c’è bisogno di gesti finalizzati a rafforzare il culto della persona, come accadeva un tempo nei paesi del comunismo imperante, ma di programmare e realizzare azioni concrete per fronteggiare la crisi economica e ridare speranza e fiducia ai cittadini. La riduzione dello stipendio forse acquieta la coscienza di Vendola ma lascia tutti ugualmente insoddisfatti per le tante cose che si sarebbero dovute fare ed invece non sono state fatte".
A riferirlo in una nota il consigliere regionale pugliese del Pdl Maurizio Friolo.