Sidereus, la lotteria dove vinci un pezzo di… Luna!

Francesco Greco. Capita di rado di partecipare a una lotteria dove si vince un pezzo di… Luna, l’astro che nel tempo ha intrigato filosofi, scienziati, poeti (Leopardi), musicisti (Pink Floyd). Agostino Sergi (nella foto a destra, a sinistra Vito Lecci, organizzatore dell’evento), col numero 23, estratto dalle mani innocenti di un bambino, ha vinto un pezzo di meteorite lunare che ora tiene gelosamente in una teca di cristallo. Accade a Salve (sud Leccese), al Parco Astronomico “Sidereus” (www.sidereus.info, blog: www.sidereus-nencius.info), con Bergamo e Torino, uno dei più grandi d‘Italia e d’Europa. Della serie “eccellenze di Puglia”. L’ha fondato il divulgatore scientifico Vito Lecci, che da 15 anni ha fatto della passione per il cielo un lavoro, auto-occupandosi (con corsi, stage, laboratori nelle scuole e ogni anno con le visite guidate ospita scolaresche da tutta la Puglia e turisti da tutto il mondo), in una sera d’autunno, col cielo particolarmente terso a mostrare le costellazioni, la Via Lattea, ecc. dando così a 200 persone un’emozione intensa che ricorderanno tutta la vita.

   La location si trova poco fuori il centro abitato, sulla via per Marina di Pescoluse, immersa fra ulivi maestosi, in armonia con la natura e il paesaggio mediterraneo, sfiorata dal caldo respiro del mar Jonio. Vito ha fatto tutto da sé mettendo a frutto l’arte del padre Nicola, falegname: un Planetario a cupola fissa (6 metri di diametro) con 50 posti a sedere, dove si osserva il cielo stellato in ogni epoca e latitudine terrestre. I telescopi sparsi qua e là fra gli ulivi per vedere la corrugata superficie lunare, e poi pianeti, nebulose, galassie, il Sole con macchie e protuberanze, mentre col radiotelescopio (metri 2,4 di diametro), altra intensa emozione: si ascolta la “voce delle stelle”.

   Opzione affascinante, il percorso archeo-astronomico: propone le riproduzioni di una Piramide Maya, una Meridiana lunare, un Merket Egiziano: tutti funzionanti. Ancora: la Galleria delle Scienze con meteoriti di ogni tipologia provenienti da tutti gli angoli del pianeta, un sistema solare in scala, meridiane di ogni tipologia e dimensione, brevi documentari autoprodotti, ecc.  E poi il  Museo dell’Astronautica con modellini NASA, materiale filatelico-spaziale, francobolli “volati” nello spazio sia a bordo della navetta “Space-Shuttle” che della Stazione Spaziale Internazionale. Materiale proveniente dalla collezione esposta a Mosca (“Star City”) che il 4 ottobre 2007 (50mo anniversario della nascita dell’Era Spaziale avvenuta col lancio dello “Sputnik”, il primo satellite artificiale nella storia dell’umanità) ha dato al divulgatore pugliese l’ambitissimo “Premio Sputnik” che i Russi assegnano ogni 10 anni alle esposizioni più ricche, ben strutturate e complete.

   E veniamo alle emozioni della notte di settembre: ai telescopi sparsi negli oltre 5mila metri quadrati del “Parco”, i partecipanti hanno osservato la Luna a ingrandimenti differenti. Nel gazebo “l’uomo delle stelle” ha proposto una mostra dedicata a Neil Armstrong, morto il 25 agosto, primo uomo a posare il piede sulla Luna: sua la celebre frase: “That’s one small step for man, one giant leap for mankind” (E’ un piccolo passo per un uomo, un balzo da gigante per l’umanità), e tantissime foto scattate sulla Luna. E poi gli autografi, quello di Armstrong e del secondo uomo a scendere: Edwin “Buzz” Aldrin (vivente). L’atterraggio sul LEM porta la data 20 luglio 1969, ore 22 e 17, mentre il primo piede sulla superficie del nostro satellite, appunto di Armstrong, è storicizzato alle 4 e 56 del 21 luglio. E ancora: il diorama dello sbarco con i modellini NASA, monete commemorative, la riproduzione in scala 1 a 1 della targa posata lassù, il filmato originale della NASA, in inglese, con tutte le fasi dello storico evento.

   Sulla terrazza (che nel sud Salento chiamano “liama”), altra mostra con materiale filatelico-spaziale, fra cui i francobolli commemorativi fatti viaggiare nello spazio e altri cimeli. La serata è andata avanti con un’incursione fra galassie e costellazioni che, come già detto, si vedono chiare in queste fresche notti settembrine. Quando gli stupiti partecipanti hanno finito ai telescopi, Lecci ha tenuto una conferenza sulla Luna partendo dalle prime osservazioni, 30mila anni fa, passando per Galileo fino al XXI secolo, soffermandosi su morfologia, caratteristiche, storia. Non poteva tacere del cosiddetto “moon hoax”. In un’epoca di scettici, fra negazionisti che ridono dell’Olocausto e visionari che avvistano qua e là in ogni angolo degli States Elvis Presley c’è chi dice che lo “sbarco” è stato un “corto” girato negli studios di Hollywood con script, regista, attori, “ciak!”, effetti speciali in 3d e quant’altro.

   Lecci ha offerto prove inconfutabili: foto ad altissima risoluzione delle varie sonde in orbita oggi attorno all’astro provano l’autenticità della missione-Apollo. I seguaci di Pirrone si rassegnino: non è stata una montatura, l’umanità non ha visto la luna nel pozzo. Al calar della Luna l’estrazione della lotteria “Voglio la Luna!”. Il 23 ha regalato un frammento di meteorite allo… stralunato, è proprio il caso di dire, Agostino Sergi. Contagiato dall’entusiasmo per la riuscita dell’evento, Vito ha messo in palio altre due “pietre” come premio di “consolazione”: un frammento della storica meteorite ferrosa “SIKHOTE-ALIN” e un frammento di “NWA” rocciosa. E mentre il nuovo giorno s’annunciava qualcuno ha rammentato i sospiri del conte Giacomo rivolti all’astro testimone dei suoi tormenti esistenziali, ai suoi versi immortali, ai Pink Floyd di “The Dark Side of the Moon”. Chissà quale poeta e band trarranno ispirazione per le loro opere nel 3° Millennio, come se niente fosse successo in quella mitica notte di favonio, estate 1969?