Ucciso per errore a Lecce, presunto killer tradito da motorino

LECCE. E' stato il motorino a tradire un 23enne, con precedenti per spaccio di droga, arrestato da agenti della Squadra Mobile della Questura con l'accusa di aver ucciso in piazza Palio a Lecce un 20enne incensurato, Valentino Spalluto, operaio, freddato mentre stava lavorando al montaggio del palco del Palafiera dove, due giorni dopo, si sarebbe dovuta esibire Laura Pausini.

Il pomeriggio del 2 agosto i testimoni videro il killer, con il volto coperto da un casco nero, a bordo di quel ciclomotore Scarabeo mentre, dopo essersi fermato vicino alla recinzione e aver dato uno sguardo all'interno, esplodeva alcuni colpi di pistola uno dei quali raggiunse la vittima alla testa. Spalluto mori' subito dopo.

Gli investigatori accertarono che aveva una vita irreprensibile e quindi non riuscivano a individuare il movente del delitto, ne' tantomeno gli autori. I testimoni peraltro non erano riusciti a leggere la targa del motorino. Tuttavia il presunto killer fece alcuni errori come quello di dirigersi verso via Siracusa, una strada della zona 167 dove il 23enne doveva trovarsi agli arresti domiciliari nella sua abitazione. Grazie a una serie di appostamenti nel quartiere i poliziotti sono riusciti a individuare un ciclomotore dello stesso modello di quello dell'assassino, utilizzato proprio da un giovane agli arresti domiciliari e poi grazie a pedinamenti e intercettazioni sono risaliti a tre testimoni oculari, alcuni ragazzi di eta' compresa tra i 15 e i 16 anni che sono stati accompagnati senza preavviso negli uffici della Procura e ascoltati separatamente l'uno dall'altro, per evitare che potessero accordarsi sulla versione da rendere.

Dopo lunghe ore di interrogatorio, la versione comune ha indicato nel 23enne, persona da loro conosciuta, l'autore dell'omicidio. Poco dopo e' stato compreso anche il movente, all'inizio inspiegabile. Il povero Valentino Spalluto e' stato ucciso per uno scambio di persona. L'uomo, nonostante fosse agli arresti domiciliari, si era recato al cantiere con l'intenzione di uccidere un altro operaio, fisicamente molto simile alla vittima, con il quale aveva un conto in sospeso in relazione all'acquisto di stupefacenti.

Il 23enne ha ricevuto in carcere l'ordinanza cautelare poiche' era gia' stato recluso per scontare la pena di evasione dai domiciliari. Ora l'accusa e' piu' pesante: omicidio volontario e premeditato.