“Primo soccorso a Mola, una battaglia perché vinca il buonsenso”
MOLA DI BARI (BA). “Ci sono battaglie che non possono avere colori politici ma devono essere dettate solo dal buonsenso: una di queste è senza dubbio quella che cittadini di ogni appartenenza stanno portando avanti contro il muro di gomma della Regione e per la riapertura notturna del presidio di punto di primo soccorso a Mola di Bari, dove al momento il diritto sacrosanto alla tutela della salute è regolata dalle ore: di giorno sì, di notte no.
Una battaglia che prosegue da mesi e che non ha più ricevuto risposte, note, attenzioni da parte dell'assessorato alle politiche della salute e dei vertici della Asl Bari, nonostante le gravi conseguenze per una cittadina che soprattutto nei mesi estivi triplica la popolazione residente. Tutti noi sappiamo che probabilmente non c'è una relazione diretta tra la morte, nei mesi scorsi, di un turista del Nord Italia e la chiusura notturna di quel posto di primo soccorso, dal momento che il paziente era stato colpito da una grave patologia che richiedeva l'immediato intervento in strutture altamente specialistiche, ma ci sono tanti ‘piccoli’ casi che quotidianamente devono fare i conti – a Mola come in altri Comuni – con queste scelte scellerate in tema di sanità e di presidi territoriali. Riteniamo completamente irresponsabile il comportamento dei manager e dei politici che gestiscono la sanità pugliese lasciando ampie aree della provincia di Bari, anche ad elevatissima vocazione turistica, prive di qualsivoglia presidio di soccorso e affidando la sorte e la vita delle persone esclusivamente alle poche postazione del ‘118’, con personale straordinario, ma già oberato di lavoro”.
A riferirlo in una nota il Consigliere regionale e vice Capogruppo PdL, Massimo Cassano.
Una battaglia che prosegue da mesi e che non ha più ricevuto risposte, note, attenzioni da parte dell'assessorato alle politiche della salute e dei vertici della Asl Bari, nonostante le gravi conseguenze per una cittadina che soprattutto nei mesi estivi triplica la popolazione residente. Tutti noi sappiamo che probabilmente non c'è una relazione diretta tra la morte, nei mesi scorsi, di un turista del Nord Italia e la chiusura notturna di quel posto di primo soccorso, dal momento che il paziente era stato colpito da una grave patologia che richiedeva l'immediato intervento in strutture altamente specialistiche, ma ci sono tanti ‘piccoli’ casi che quotidianamente devono fare i conti – a Mola come in altri Comuni – con queste scelte scellerate in tema di sanità e di presidi territoriali. Riteniamo completamente irresponsabile il comportamento dei manager e dei politici che gestiscono la sanità pugliese lasciando ampie aree della provincia di Bari, anche ad elevatissima vocazione turistica, prive di qualsivoglia presidio di soccorso e affidando la sorte e la vita delle persone esclusivamente alle poche postazione del ‘118’, con personale straordinario, ma già oberato di lavoro”.
A riferirlo in una nota il Consigliere regionale e vice Capogruppo PdL, Massimo Cassano.
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