Ilva: Cassazione chiede domiciliari per Riva e ex direttore
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| Emilio Riva |
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In particolare, il ricorso dei Riva e dell'ex direttore dello stabilimento di Taranto e' teso a ribaltare l'ordinanza di custodia eseguita il 26 luglio scorso, giorno in cui ci furono i primi arresti nei confronti dei vertici Ilva per l'inchiesta per disastro ambientale. Da rilevare che il prossimo 26 gennaio scadranno i termini di custodia per Nicola Riva, figlio dell'ex patron Ilva. Tutti e tre sono attualmente agli arresti domiciliari. Secondo la difesa dei tre indagati non ci sarebbero piu' i requisiti per confermare le esigenze cautelari nei confronti dei tre.
"DA ILVA ENNESIMO RICATTO OCCUPAZIONALE" - "L'Ilva a seguito dell'ultimo atto della Magistratura continua con il gioco al massacro sulla pelle dei lavoratori! Il prevedibile mancato dissequestro dei prodotti semilavorati e finiti viene usato dall'azienda come ennesimo ricatto occupazionale, preannunciando un tragico futuro sull'esistenza stessa della fabbrica, che ovviamente avrebbe pesantissime ripercussioni sociali ed economiche su 15mila lavoratori e sull'intera citta' di Taranto". Ad affermarlo in una nota e' Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista.
Riteniamo, sottolinea ancora, "che per effettuare tutti gli interventi previsti dall'Aia e dalle prescrizioni della Magistratura, nel rispetto dell'ambiente e senza inquinare, oggi l'unica soluzione e' la nazionalizzazione dell'Ilva. Occorre espropriare tutti i beni dei Riva, che in questi anni hanno accumulato profitti a scapito della salute dei lavoratori e dei cittadini attraverso l'attivita' criminosa per cui oggi sono alla sbarra e/o latitanti", conclude Ferrero.
