llva: vertice d'urgenza a Palazzo Chigi. Clini a Cdm: "Attuare legge"

TARANTO. E' stato revocato lo sciopero a oltranza dei lavoratori dello stabilimento Ilva di Taranto indetto due giorni fa dalla Fim Cisl. La decisione e' stata assunta dopo il vertice di ieri con Monti. Per il premier la legge 'salva Ilva', ''pur in pendenza del giudizio della Corte Costituzionale, deve essere applicata dalle istituzioni e dall'azienda'' che ha confermato l'impegno al rispetto dell'Aia e alla tutela dell'occupazione, con il regolare pagamento delle retribuzioni''.

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"STIPENDI FEBBRAIO GARANTITI" - Stipendi di febbraio garantiti e freno sul piano di nazionalizzazione dell'Ilva di Taranto: sono i temi su cui si e' concentrato l'incontro di ieri sera dei sindacati con il governo. "Il vertice di ieri sera a Palazzo Chigi ha determinato per noi risultati importanti: l'assicurazione che gli stipendi di febbraio saranno pagati, il Governo che ha ripreso in mano la situazione dell'Ilva di Taranto, l'unita' delle forze in campo". Lo affermano stamattina Cosimo Panarelli e Vincenzo Castronuovo della Fim Cisl di Taranto.

"LA LEGGE VA APPLICATA" - La legge 'salva Ilva', "pur in pendenza del giudizio della Corte Costituzionale, deve essere applicata dalle istituzioni e dall'azienda" che conferma il proprio impegno al rispetto delle prescrizioni Aia e alla tutela dell'occupazione", "assicurando il regolare pagamento delle retribuzioni a tutti i lavoratori". Sono le parole del premier Mario Monti sul caso.

Il premier uscente Mario Monti
MONTI - "Il giorno 18 gennaio 2013 - recita il comunicato, letto dal premier Mario Monti in una conferenza stampa convocata a palazzo Chigi immediatamente dopo il vertice - si sono riuniti presso la Sala Verde di Palazzo Chigi, alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro dell'Interno, il Ministro dell'Ambiente, il Sottosegretario di Stato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Vice-Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Sottosegretario di Stato presso il Ministero dello Sviluppo economico, con l'assistenza dell'Avvocato Generale dello Stato, il Presidente della Regione Puglia, i rappresentanti del Comune e della Provincia di Taranto, i Segretari confederali della CGIL, CISL, UIL e UGL, i rappresentanti della Confindustria, il Presidente dell'ILVA di Taranto". "All'esito della riunione - si legge ancora - tutte le parti hanno dichiarato il convincimento che, nell'assoluto rispetto della Magistratura e nell'intento comune prioritario di tutelare l'ambiente e la salute dei lavoratori e dei cittadini di Taranto, ed in attesa del giudizio di costituzionalità in corso, debba essere applicata integralmente e immediatamente la legge (decreto-legge 3 dicembre 2012 n. 207 convertito in legge 24 dicembre 2012 n. 231) da parte di tutti i soggetti interessati, così da innescare il circolo virtuoso risanamento ambientale/tutela della salute/tutela dell'occupazione che deve risolvere il problema ILVA di Taranto". "In quest'ottica le parti affermano che la legge, pur in pendenza del giudizio della Corte costituzionale, deve essere applicata dalle istituzioni e dall'azienda. L'azienda conferma il proprio impegno al rispetto delle prescrizioni dell'AIA e alla tutela dell'occupazione, sotto la vigilanza del Garante nominato dal Consiglio dei Ministri l'11 gennaio 2013, assicurando - conclude la nota- il regolare pagamento delle retribuzioni a tutti i lavoratori.

"Ho detto a Monti che c'era la necessità di fare il punto perché non credo che si debba aspettare che scoppi l'incendio per chiamare i pompieri. Ci sono 12 mila stipendi da pagare e non ci sono i soldi". Il governatore pugliese Nichi Vendola motiva così, conversando con i cronisti alla Camera, la richiesta al premier di convocare un vertice d'urgenza sull'Ilva di Taranto.

LO SCIOPERO - Lo sciopero a oltranza dei lavoratori dell'Ilva di Taranto, indetto ieri dalla Fim Cisl, ha provocato il blocco di diversi impianti.

"In poche ore - è detto in una nota dell'organizzazione sindacale - lo stabilimento è stato paralizzato: fermi gli impianti dell'Acciaieria 1 (dall'1 di questa mattina), Acciaieria 2 e Altoforno 5; a breve si fermerà (per 48 ore) anche l'Altoforno 4".

Il Ministro dell'ambiente Corrado Clini ha informato intanto il Consiglio del programma di riunioni previste il 23 gennaio a Taranto, con incontri nello stabilimento con l'azienda e con le rappresentanze dei lavoratori e, successivamente, in prefettura con i rappresentanti delle autorita' e istituzioni locali. Il Ministro ha confermato in proposito l'impegno per la piena attuazione della legge 231 del 24 dicembre per accelerare il risanamento ambientale.

VENDOLA: SITUAZIONE ESPLOSIVA A TARANTO - "Ho detto a Monti che c'era la necessità di fare il punto perché non credo che si debba aspettare che scoppi l'incendio per chiamare i pompieri. Ci sono 12 mila stipendi da pagare e non ci sono i soldi". Il governatore pugliese Nichi Vendola motiva così, conversando con i cronisti alla Camera, la richiesta al premier di convocare un vertice d'urgenza sull'Ilva di Taranto.

Secondo il governatore pugliese "e' indispensabile che la Corte Costituzionale valuti quanto prima l'ammissibilita' del ricorso presentato dalla procura della Repubblica che solleva il conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato sulla legge 231 del dicembre 2012".

"Prendo atto del grande sforzo compiuto dai giudici della Corte Costituzionale - continua Vendola - nell'aver fissato in tempi cosi' rapidi l'udienza, e di questo li ringrazio profondamente, ma il veloce precipitare degli eventi, cui stiamo assistendo in queste ore a Taranto, rende opportuno una ulteriore accelerazione. Il grave stato di incertezza cui versano i cittadini del capoluogo ionico e i lavoratori dell'Ilva non fa affatto bene. Per questo chiedo che il Governo incarichi l'Avvocatura dello Stato affinche' presenti istanza di anticipazione dell'udienza alla Corte Costituzionale. La costituzionalita' infatti della legge 231 e' dirimente nel prosieguo di qualsiasi attivita' e condiziona in modo evidente sia il futuro dell'Ilva sia tutti quegli interventi che le pubbliche amministrazioni sono chiamate a mettere in campo. Del resto la straordinarieta' e l'unicita' dell'evento richiedono risposte altrettanto straordinarie ed uniche in grado di rassicurare tutti i cittadini, non solo tarantini, sulla capacita' dello Stato, nel suo complesso, di gestire un'emergenza di tale portata".