Corigliano, Fabiana si difese fino alla fine
CORIGLIANO CALABRO - Si difese strenuamente Fabiana Luzzi, la studentessa quindicenne uccisa a coltellate e poi carbonizzata dal fidanzato diciassettenne al culmine d'una dita per gelosia. La reazione di Fabiana emerge dal racconto dell'assassino che sabato pomeriggio e' crollato dinanzi alle domande incalzanti dei carabinieri del comando provinciale e del pm di Rossano, Maria Vallefuoco, che inizialmente l'ha interrogato su delega della procura dei minori.Il procuratore Beniamino Calabrese e il suo sostituto Simona Tartaglia ieri hanno firmato un decreto di fermo nei confronti del diciassettenne per omicidio volontario aggravato.
Il ragazzo, che ha indicato ai militari in luogo del dramma, ha spiegato d'essere andato a prendere Fabiana all'uscita di scuola col suo scooter venerdi' mattina poco dopo le 13.30, per chiarire l'ennesima lite legata a gelosie da adolescenti. Lei non voleva salire, ma alla fine s'e' convinta di fronte alle insistenze del ragazzo. Un gesto di buon cuore che le e' costato la vita. Si sarebbero appartati in localita' Chiubbica di Corigliano, cominciando a discutere. Ma presto il dialogo si sarebbe acceso, coi due che si sarebbero rinfacciati delle piccole infedelta'.
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