San Severo: lei nega di prostituirsi e lui le incendia l’abitazione, arrestato

SAN SEVERO (Fg). Un albanese di 33 anni è stato arrestato con l’accusa di incendio doloso, percosse e minaccia aggravata. Secondo la ricostruzione dei militari l’uomo all’ennesimo rifiuto della convivente, una trentenne cittadina bulgara, di prostituirsi sulla SS 16, probabilmente in preda ai fumi dell’alcool, avrebbe iniziato a percuoterla con pugni al volto e ad afferrarla alla gola. Un attimo di distrazione dell’albanese ha consentito alla giovane donna di fuggire dall’abitazione e mettersi in salvo. Dopo aver girovagato per il paese in cerca di aiuto, la vittima ha incontrato una pattuglia dei Carabinieri ed ha raccontato loro l’accaduto. Proprio in quel momento ha ricevuto una telefonata dai vicini i quali le hanno riferito che il suo compagno le stava incendiando casa. Il giovane albanese, dopo aver dato fuoco all’abitazione della convivente, aveva sfondato a calci la porta dei vicini, una coppia di anziani di origini bulgare, intimando loro di uscire poiché voleva appiccare il fuoco anche alla loro abitazione. Inutile il tentativo di ricondurlo alla calma, i due hanno fatto in tempo a racimolare le cose più preziose e ad uscire perché l’albanese, con un accendino, ha dato fuoco al piumone del letto. Vani anche i tentativi degli anziani di spegnere le fiamme che si sono propagate ai tappeti e all’intera abitazione, danneggiando gli interni. L’immediato intervento di tre squadre di Vigili del Fuoco ha scongiurato ulteriori e più gravi conseguenze quali possibili scoppi e la diffusione delle fiamme ai piani superiori dell’edificio. L’uomo è stato poi rintracciato presso il domicilio di un suo connazionale e lo hanno arrestato. L’uomo aveva con sé una carta d’identità ed una patente false, entrambe rumene, usate dal giovane nel tentativo di celare la propria identità. A suffragare gli elementi raccolti dai Carabinieri i filmati estrapolati da un impianto di videosorveglianza lì presente e che hanno registrato le fasi dell’intera vicenda.