Letta: "Situazione eccezionale, no alternative"
ROMA - "Stiamo in una situazione di eccezionalita' e io faccio del mio meglio, in questa situazione di eccezionalita'". Cosi' Enrico Letta spiega come vive la guida di un governo di larghe intese. "C'e' stata una mezza rivoluzione che ha attraversato la politica italiana in questi quattro mesi"."Non credo ci fossero alternative: l'alternativa era tornare ancora una volta al voto e questo avrebbe creato un caos istituzionale ancora maggiore - ha detto il premier - deve essere invece tutto chiaro e trasparente, un'alternativa in questo momento non c'e' se non passare attraverso in questo percorso". Per Letta gli elettori di centrosinistra hanno compreso questa situazione e lo hanno dimostrato nel voto delle amministrative.
"Lunedì pomeriggio ci renderemo conto che non è così e che gli elettori sono consci che non c'é qualcuno che ci detta la linea", ha assicurato Letta rispondendo a Ezio Mauro che gli faceva osservare come fosse Berlusconi il "vero driver' del governo. E sull'ipotesi di condanna di Berlusconi: "Penso che non ci sarà nessuna influenza" sul governo "e mi auguro senso di responsabilità da parte di tutti i parlamentari della maggioranza" perché è "inutile alzare bandiere e bandierine sapendo che è una cosa velleitaria".
Sulla riforma della legge elettorale "non c'è nessun accordo"; anzi, è il punto sul quale "la distanza tra i partiti è maggiore", ha affermato il premier. Letta ha aggiunto che "il governo deve intervenire solo in ultima istanza", ma se i "partiti non trovano l'accordo" allora andrà avviata "una riflessione". Gli italiani abbiano "fiducia" nel tentativo di questo Governo perché dietro "non ci sono sotterfugi" ma solo il tentativo di uscire da una "situazione eccezionale" per riprendere "il confronto bipolare in una condizione virtuosa".
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