Annamaria Franzoni: "Voglio tornare a casa"

BOLOGNA - "Sento il bisogno di tornare in quella casa. Non sarà facile, perché è dove Samuele ha vissuto felice e dove è stato ucciso. Non voglio rinnegare quei ricordi, non voglio perderli". Così Annamaria Franzoni - che sta scontando 16 anni proprio per l'omicidio del figlio Samuele trovato morto nella casa di Cogne - si è raccontata in uno degli incontri con il prof.Balloni, incaricato di stabilire se la donna possa ottenere la detenzione domiciliare.
 
"Con tutto quello che è successo, che ha detto su tante persone, è chiaro che almeno una parte della gente non l'accoglierebbe certo bene", ha commentato all'ANSA il sindaco di Cogne, Franco Allera. "Ciò che ha detto su tante persone - spiega - ha lasciato un segno, degli strascichi. A Cogne la vicenda ha fatto solo del male". Con il dissequestro avvenuto il 23 marzo 2013, la villetta di Montroz è tornata in possesso di Stefano Lorenzi. Da allora l'immobile è rimasto disabitato.

"Penso a quella mattina - dice ancora Franzoni -. Cerco di ricordare se durante il percorso di ritorno posso avere visto qualcosa in più, un'ombra, qualcosa, qualsiasi cosa. Io per prima mi sono messa in discussione, perché in quei momenti sei fragile e tutti ti dicono: 'sei stata tu!' - afferma la donna - I miei sentimenti li conosco: io darei la vita, ho dato la vita ai miei figli, non l'ho tolta... Sono un genitore, pretendo la verità, la giustizia. Chiederò aiuto a chiunque, perché lo devo a Samuele, ai miei figli, a mio marito. La mia vita è dedicata solo a quello. Il bello è stato quello che abbiamo vissuto lì: quello è il nostro vivere, è la nostra casa, io mi sento sempre fuori casa".