Province, Mazzei: “Nulla è deciso, aspettiamo la sentenza della Consulta"
BARI - “Andrei molto piano con il de profundis che in questi giorni qualcuno sta surrettiziamente intonando alle Province italiane. Va, infatti, ricordato che pende sulla legge Delrio il giudizio di costituzionalità da parte della Consulta, giudizio che, si hanno fondati motivi di credere, sarà a favore di un ente che lungi dall’essere la casa degli sperperi – come il Governo fa fintamente credere agli italiani – è stato leva di crescita e sviluppo economico e sociale. Ci tengo a precisare che sin dal mio insediamento ho spinto affinché la Regione impugnasse il decreto e non ho potuto fare a meno di prendere atto con soddisfazione che, quand’anche in zona Cesarini, anche su nostra pressione lo ha fatto.
Nel pasticcio di riforma costituzionale che il Governo Renzi sta regalando agli italiani, un capitolo importante sarebbe da dedicare al pastrocchio Province: nemmeno per la cancellazione del Cda di un’azienda partecipata si impiega così poco tempo come per le Province, in cui, giova ricordarlo, operano amministratori eletti dai cittadini con un suffragio popolare. Possibile che il voto degli italiani conti così poco?
In più di un’occasione abbiamo ricordato come la carta europea delle Autonomie tuteli gli enti come le Province che o si ha il coraggio di abolire del tutto oppure non si possono esautorare in maniera pilatesca mandando a casa chi è eletto e scegliendo invece chi è nominato.
A Renzi questa sembra una differenza da poco visto che preferisce il senato dei nominati a quello degli eletti ma la differenza, si capisce bene, non è di forma ma di sostanza. Per la Provincia di Lecce, poi, ciò vale ancora di più visto che è unanimemente riconosciuto che lo sviluppo del territorio ha avuto in questo ente di coordinamento un fulcro imprescindibile.
Siamo certi che la Corte Costituzionale trarrà le dovute conseguenze riportando le Province al posto dove le mette la Costituzione Italiana”.
Nel pasticcio di riforma costituzionale che il Governo Renzi sta regalando agli italiani, un capitolo importante sarebbe da dedicare al pastrocchio Province: nemmeno per la cancellazione del Cda di un’azienda partecipata si impiega così poco tempo come per le Province, in cui, giova ricordarlo, operano amministratori eletti dai cittadini con un suffragio popolare. Possibile che il voto degli italiani conti così poco?
In più di un’occasione abbiamo ricordato come la carta europea delle Autonomie tuteli gli enti come le Province che o si ha il coraggio di abolire del tutto oppure non si possono esautorare in maniera pilatesca mandando a casa chi è eletto e scegliendo invece chi è nominato.
A Renzi questa sembra una differenza da poco visto che preferisce il senato dei nominati a quello degli eletti ma la differenza, si capisce bene, non è di forma ma di sostanza. Per la Provincia di Lecce, poi, ciò vale ancora di più visto che è unanimemente riconosciuto che lo sviluppo del territorio ha avuto in questo ente di coordinamento un fulcro imprescindibile.
Siamo certi che la Corte Costituzionale trarrà le dovute conseguenze riportando le Province al posto dove le mette la Costituzione Italiana”.
A riferirlo in una nota il Consigliere regionale di Forza Italia, Luigi Mazzei.
