Ilva, il centrodestra: “Ora intervenga il governo”.

TARANTO - “La nomina di Gnudi, così come quella di qualsiasi commissario straordinario, non può indurre il governo nazionale a ritenersi estraneo ad una vicenda come l’Ilva di Taranto che riguarda tutto il nostro Paese”. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale del Pdl-Fi, Pietro Lospinuso.

“Lo stato di agitazione degli operai –prosegue- è fisiologico nell’assenza di qualsiasi piano di rilancio aziendale. Non si può andare avanti in queste condizioni, nell’incertezza degli stipendi e senza programmare il futuro dell’acciaieria e quello di un’intera provincia. L’insipienza sull’Ilva da parte di questo governo nazionale è inaccettabile. Qualcuno parla di ripresa, ma non si rende conto della situazione drammatica che si sta determinando nel capoluogo ionico. L’Ilva rappresenta un indotto economico strategico per l’Italia e che qui in Puglia stimola decine di piccole e medie imprese. Molte di queste rischiano il fallimento e tante sono già fallite. Quale futuro attende Taranto? Senza contare la questione ambientale e sanitaria. Siamo sempre più convinti che senza la produzione non ci possa essere il risanamento. La riqualificazione ambientale è un diritto per i cittadini ed è un dovere dello Stato garantire la salute pubblica. Ma se qualcuno ha deciso di far chiudere lo stabilimento, non solo Taranto resterà affogata nell’inquinamento, ma ci sarà un’emergenza occupazionale senza precedenti".

"Ci aspettiamo –conclude Lospinuso- che i parlamentari del territorio si uniscano per richiamare il governo Renzi al suo dovere di intervenire: in ballo c’è la vita e il lavoro di circa 30 mila persone e vorremmo sapere cosa l’esecutivo intende fare, ad un mese dalla nomina del commissario, per farsi carico del problema garantendo la riqualificazione ambientale e la piena occupazione”.