Malati immaginari e pronto soccorso
di Vittorio Polito - Il quotidiano online “Repubblica.it” diffonde una nota firmata da Antonello Cassano dal titolo «I malati immaginari del pronto soccorso. “E nessuno paga”».Innanzitutto è sbagliato chiamare “malati immaginari” coloro che si recano ai pronto soccorso per un malore di qualsiasi genere. Il significato dei colori dei codici e l’entità dell’intervento possibile sono conosciuti solo dai medici. L’ignaro cittadino che si sente male e “non sa a che sanno votarsi” si reca al pronto soccorso non sapendo quali possono essere le conseguenze del proprio malessere. È semplice dire, col senno di poi, si trattava di codice verde. Pertanto tutti coloro che si recano al pronto soccorso fanno bene a farlo, poiché alcune volte si va incontro a seri danni (infarto, ipertensione, ictus, aneurisma, emorragia), che non sempre si è in grado di riconoscere al primo segnale.
Quanto segnalato da Repubblica sta solo ad indicare che il Servizio Sanitario Nazionale non funziona come dovrebbe (medici di famiglia che fanno orario d’ufficio, liste d’attesa interminabili, guardia medica non sempre efficiente), tutte cose che se funzionassero a dovere il pronto soccorso non sarebbe “assaltato” con tanta facilità. Molti medici e “addetti ai lavori” parlano con molta semplicità di profilassi, prevenzione, progressi della medicina, ecc., ma all’atto pratico non funziona proprio nulla. Si tratta di vera e propria propaganda (a meno che si sceglie l’intramoenia).
Stessa cosa dicasi per il pagamento delle visite in “codice verde”. Innanzitutto i pronto soccorso non sempre dispongono di pos per il pagamento con carte di credito o bancomat. Un esempio: visita al pronto soccorso di Putignano (da pagare) non è stato possibile effettuarlo con bancomat. Direzione generale ASL Bari: manca sportello per pagare ed anche CUP. Presidio Asl di Via Crisanzio (Bari): per pagare una visita effettuata a Putignano, non sapevano che fare, per cui discussioni, telefonate e code, sempre code.
Alla luce di quanto sopra il cittadino fa più che bene, per salvaguardare la sua salute e per evitare di incorrere nella malasanità o in un guaio peggiore, a recarsi al pronto soccorso. Quanto sopra dipende solo ed esclusivamente dai disservizi del Sistema Sanitario Nazionale e Regionale. Pertanto ad estremi mali, estremi rimedi ed i cosiddetti “malati immaginari” fanno bene a recarsi al pronto soccorso, poiché l’immaginazione può fare anche brutti scherzi.
Infine, una trovata assurda del direttore generale del Policlinico che addirittura propone il parcheggio a pagamento nel Policlinico (?), quando si sa benissimo che gli ospedali devono avere un area cosiddetta di “rispetto”.
Siamo proprio nel paese di Pulcinella.