
BARI - “Chiediamo da più di due mesi la convocazione di un Consiglio monotematico sulla Pac, ma assistiamo, invece, tra i mille fallimenti collezionati dalla sinistra, a una disputa interna alla maggioranza che riprende quanto siamo noi a sostenere da tempo”. Lo dichiara il Vicepresidente del Consiglio Regionale pugliese, Nicola Marmo, annunciando l’ordine del giorno che il gruppo Pdl-Fi ha predisposto sulla questione. “La Puglia –prosegue- sta pagando il prezzo dei giri di poltrona nella Giunta Regionale. L’ex assessore Stefàno è volato a Roma senza impostare il problema ed oggi Nardoni ha dimostrato un’ingenuità non scusabile nelle trattative romane. Infatti, alle preoccupanti notizie che giungevano da Roma, il nostro assessore (anche coordinatore degli assessori regionali all’Agricoltura in Conferenza Stato-Regioni), ha sempre assicurato: “difenderemo i prodotti del Sud”. Il risultato è che il testo adottato dal Ministro è stato integrato, su input delle altre Regioni, con proposte tutte orientate alla zootecnia da carne e da latte che caratterizza una zona specifica del Paese, ovvero il Nord (!), mentre l’olivicoltura è a rischio destrutturazione in Puglia. Dunque, è singolare che, oggi, consiglieri di maggioranza sollevino la questione come fosse una novità, chiedendo di riparare l’irreparabile, quando da mesi l’intero gruppo regionale Pdl-FI chiede una riunione del Consiglio sulla Pac per dare forza alle posizioni della Puglia in Conferenza Stato Regioni e nessuno ci ha ascoltati e tanto meno supportati nella richiesta. Meglio tardi che mai, si direbbe, ma non basta. Quindi, abbiamo elaborato una proposta da sottoporre al Consiglio Regionale con cui chiediamo di intercedere affinché venga rivisto dal Ministro quel 16% di 426 milioni di euro riconosciuto all’olivicoltura. Nell’ordine del giorno, s’impegna l’assessore all’Agricoltura, nell’ambito delle trattative per le scelte sulla Pac, a compiere ogni sforzo per giungere a un accordo finale che veda aumentare sensibilmente la dotazione di risorse all’olivicoltura, specie quella di qualità e delle aziende che producono nelle aree di convergenza. Il tutto nella speranza che il fuoco amico che oggi attacca l’assessore non si spenga e sostenga un’azione concreta per la tutela della nostra economia agricola. Non servono a nulla le dichiarazioni di Nardoni e compagni di oggi. Erano indispensabili posizioni intransigenti ieri. L’inettitudine e la responsabilità del governo Vendola peseranno negativamente sul futuro dell’agricoltura pugliese. Le responsabilità –conclude Marmo- sono chiarissime”.