'Turismo, da Gallipoli l'occasione per rivedere il modello di turismo'
LECCE - "Gallipoli ha tutto ciò che serve per essere da sola la cartolina di tutta la Puglia, poiché riunisce gli ingredienti che fanno della nostra regione una meta turistica di successo: mare cristallino, bellezze storiche e monumentali, cucina d'eccellenza, tradizioni. Oggi, dopo episodi e polemiche che hanno avuto eco nazionale, ci offre l'occasione per riflettere più in generale sul modello di turismo che vogliamo non solo per il Salento ma per tutta la Puglia. C'è un turismo giovanile e c’è un flusso turistico che vanno qualificati, indirizzati". Lo dichiara il senatore Dario Stefàno al termine della visita mattutina svolta oggi a Gallipoli per osservare "personalmente quanto nei giorni scorsi hanno raccontato gli organi di stampa ed il web". Nel corso del suo giro, in cui ha visitato il Castello, il centro storico e ad alcune strutture turistiche e balneari, ha incontrato alcuni operatori del settore ed il sindaco Francesco Errico.
“Gallipoli – ha sottolineato Stefàno - come altre località pugliesi soffre paradossalmente del suo successo: il boom di presenze che soprattutto in agosto s'è avuto ha rivelato limiti e insufficienze, sul fronte sicurezza, ordine pubblico, pulizia, decoro, sui occorre impegnarsi e lavorare oltre quanto s'è fatto finora, facendo bene ciascuno il proprio compito. Criminalizzare l'amministrazione comunale o colpevolizzare gli operatori non ci aiuta ad affrontare il problema. Ma sarebbe un errore anche banalizzare le emergenze confidando sul solo appeal come garanzia di analogo successo futuro. Comprendo lo sconforto del sindaco Errico, chiamato a difendere l'immagine di una comunità offesa da episodi volgari. Ma lui comprende, da amministratore serio, che lavorare sulle criticità è il modo più serio di rispondere alle critiche. Sapendo di non essere solo, poiché è interesse di tutta la Regione avere località che confermano l'immagine di una terra accogliente, ben organizzata, con servizi di qualità”.
“La domanda che ci dobbiamo porre è: qual è il modello di turismo che vogliamo? Da qui partiamo. Dobbiamo essere pronti ad investire su asset diversi che siano utili a promuovere aspetti culturali e identitari dei nostri luoghi simbolo. Come l’enogastronomia, l’arte, i borghi rurali, la cultura del mare e della pesca, insieme ai Gac, i gruppi di azione costiera. Proseguendo e rafforzando anche l’impegno ed il lavoro svolto da Puglia Promozione ".
"Penso alle spiagge come palcoscenici per eventi legati al cinema, alla musica, che ci aiutino insomma ad indirizzare e qualificare il turismo giovanile. Sono spunti, parliamone, riflettiamo insieme. E' questo il momento per rivedere, correggere, migliorare un modello che ci accompagnati sin qui e che ora va aggiornato anche alla luce di ciò che è successo, che nel frattempo è cambiato".
"Una riflessione complessiva - conclude Stefàno - che metta dentro tutti gli aspetti critici che hanno caratterizzato il Salento: chiediamoci ad esempio perché Club Med, il primo operatore internazionale a venire nel Salento negli anni ’70, abbia tolto Otranto dal proprio pacchetto turistico. Oppure perché molte strade di campagna sembrino discariche. Quella del turismo è una crisi di crescita: avviene perché la Puglia negli ultimi dieci anni ha affascinato e attratto l'immaginario collettivo. Da qui bisogna ripartire, studiando con gli operatori e con i cittadini come venire a capo di una complessità che non deve deprimere l'innovazione”.
“Gallipoli – ha sottolineato Stefàno - come altre località pugliesi soffre paradossalmente del suo successo: il boom di presenze che soprattutto in agosto s'è avuto ha rivelato limiti e insufficienze, sul fronte sicurezza, ordine pubblico, pulizia, decoro, sui occorre impegnarsi e lavorare oltre quanto s'è fatto finora, facendo bene ciascuno il proprio compito. Criminalizzare l'amministrazione comunale o colpevolizzare gli operatori non ci aiuta ad affrontare il problema. Ma sarebbe un errore anche banalizzare le emergenze confidando sul solo appeal come garanzia di analogo successo futuro. Comprendo lo sconforto del sindaco Errico, chiamato a difendere l'immagine di una comunità offesa da episodi volgari. Ma lui comprende, da amministratore serio, che lavorare sulle criticità è il modo più serio di rispondere alle critiche. Sapendo di non essere solo, poiché è interesse di tutta la Regione avere località che confermano l'immagine di una terra accogliente, ben organizzata, con servizi di qualità”.
“La domanda che ci dobbiamo porre è: qual è il modello di turismo che vogliamo? Da qui partiamo. Dobbiamo essere pronti ad investire su asset diversi che siano utili a promuovere aspetti culturali e identitari dei nostri luoghi simbolo. Come l’enogastronomia, l’arte, i borghi rurali, la cultura del mare e della pesca, insieme ai Gac, i gruppi di azione costiera. Proseguendo e rafforzando anche l’impegno ed il lavoro svolto da Puglia Promozione ".
"Penso alle spiagge come palcoscenici per eventi legati al cinema, alla musica, che ci aiutino insomma ad indirizzare e qualificare il turismo giovanile. Sono spunti, parliamone, riflettiamo insieme. E' questo il momento per rivedere, correggere, migliorare un modello che ci accompagnati sin qui e che ora va aggiornato anche alla luce di ciò che è successo, che nel frattempo è cambiato".
"Una riflessione complessiva - conclude Stefàno - che metta dentro tutti gli aspetti critici che hanno caratterizzato il Salento: chiediamoci ad esempio perché Club Med, il primo operatore internazionale a venire nel Salento negli anni ’70, abbia tolto Otranto dal proprio pacchetto turistico. Oppure perché molte strade di campagna sembrino discariche. Quella del turismo è una crisi di crescita: avviene perché la Puglia negli ultimi dieci anni ha affascinato e attratto l'immaginario collettivo. Da qui bisogna ripartire, studiando con gli operatori e con i cittadini come venire a capo di una complessità che non deve deprimere l'innovazione”.
