Asl Lecce, "Tra affitti e delibere, anarchia anche a fine mandato”"
LECCE - “L’Asl di Lecce spende e spande e approva strane quanto inopportune delibere a pochi giorni dalla scadenza del mandato. La misura è colma e per questo chiedo che la Giunta regionale intervenga revocando gli ultimi atti del direttore generale”. Lo dichiara il consigliere regionale di Forza Italia, Luigi Mazzei, che ha depositato ben 2 interrogazioni dirette al presidente Vendola e all’assessore Pentassuglia: la prima, relativa alla delibera 1907 del 7 novembre, che riorganizza i dipartimenti dell’azienda sanitaria; e la seconda, sugli ambulatori in affitto dell’azienda per 800 mila euro l’anno. “Senza alcun coordinamento con le organizzazioni sindacali e dopo lunghe ed estenuanti trattative cadute nel vuoto – aggiunge - il direttore generale, in zona Cesarini prima di andare a casa, approva la riorganizzazione dei dipartimenti, bypassando l’opportunità di demandare al futuro management scelte così delicate. I sindacati Medici, tra l’altro, non hanno mai approvato lo schema proposto e avevano a loro volta adottato, all’unanimità, una controproposta ben articolata che non è mai stata presa in considerazione. Una delibera che contiene numerosi profili di illegittimità: dal taglio di strutture complesse che, però, sono state riprese in varie proposte del Piano ospedaliero regionale; alla creazione di nuove non necessarie (come la Riabilitazione cardiorespiratoria); una confusione grave sulle ubicazioni delle strutture complesse e tanto altro ancora, che ho sottoposto all’attenzione della Giunta nella mia interrogazione. Ritengo che il governo regionale non possa esimersi dal revocare questa delibera, rimandando la decisione al futuro Dg anche al fine di consentire la concertazione con le organizzazioni sindacali di categoria. Ma ancora: dalla stampa emerge quella notizia odiosa per la comunità perché fa rima con ‘spreco’: l’azienda paga 800 mila euro l’anno di affitto per gli ambulatori, quando nella provincia di Lecce sono stati dismessi ben 5 ospedali dal 2011 e sempre dal 2011 sono iniziati i lavori di ristrutturazione delle strutture. Nella seconda interrogazione chiedo di sapere a che punto siano i lavori o se siano stati ultimati. In quest’ultima ipotesi, sarebbe una vicenda incresciosissima: vorrebbe dire che si continuano a pagare inutilmente 800 mila euro quando ci sono strutture pronte per essere utilizzate. L’anarchia dell’azienda leccese fa pensare anche alla carenza di controlli da parte della Giunta regionale. “Per fortuna, i mandati sono in scadenza, così come volge al termine la legislatura – conclude Mazzei - e siamo all’ultimo atto di uno spettacolo indecoroso di scellerata gestione della cosa pubblica”.
