Crisi ad Altamura? Biandolino (Pd): “quel che ci vuole è una politica che dia speranza”

Claudio Biandolino (Pd)
di Roberto Berloco - Qui appresso una intervista a Claudio Biandolino, quarantadueenne altamurano, imprenditore nel settore del mobile-imbottito. Il suo impegno politico comincia nella Sinistra Giovanile - organizzazione giovanile dei Democratici di Sinistra - di cui è stato Segretario regionale ed è continuato nei “DS” nella Segreteria provinciale, come Vice-Segretario, e all’inizio dell’amministrazione Popolizio come Vice Sindaco della Città. Oggi è componente dell’esecutivo del “Partito Democratico”.


D.: Iniziamo dalla domanda di rito: chi è stato Mario Stacca in questo decennio di governo oramai alla definitiva conclusione? 

R: E’ una domanda che si dovrebbero porre i cittadini. Cosa ricorderanno di questo Sindaco? Quale opera pubblica è stata fatta? Quali atti concreti hanno cambiato questa Città? L’Amministrazione Comunale, in questi dieci anni, è stata in grado di risolvere i problemi centrali di Altamura? Io penso che non ci sia stata una visione progettuale e ora spetterà alla futura e rinnovata classe dirigente ricreare le condizioni per una crescita sociale ed economica.

D.: Similmente a quanto accade nella Destra, anche a Sinistra c'è ormai la tensione a guardare indietro nella storia alla ricerca di modelli di uomini che non hanno peccato di quei mali morali che, ad oggi, sembrano consuetudini prevalenti nella pratica della politica nazionale. A volte, ad esempio, si guarda ad Enrico Berlinguer, uno degli uomini duri e puri della Sinistra parlamentare della Prima Repubblica, oppure a Sandro Pertini, socialista di razza, ma prim'ancora uomo vero ed onesto. Ecco: cosa ha determinato lo smarrimento di quelle qualità che sostanziavano e circostanziavano la politica di un tempo e cosa oggi rimane di quell'apparato di idee e di valori che sono stati un patrimonio indiscusso di una precisa area ideologica del Bel Paese? 

R: Per quanto mi riguarda, le idee e i valori sono rimasti intatti. Trasparenza, equità sociale, progressismo democratico sono e saranno i capisaldi della mia scelta di appartenenza. Certo, scontiamo una mancanza di figure di riferimento ineguagliabili e i paragoni sono ingestibili ma è il segno dei tempi che cambiano. Renzi non è Berlinguer o Pertini, rappresenta una nuova generazione che intende dire la sua in un Paese in cui il futuro è stato mangiato dalle politiche scellerate degli anni 80.  Nel resto d’Europa un trentenne, un quarantenne non è definito “giovane” ma ha tutte le carte in tavola per esprimersi compiutamente. In Gran Bretagna Tony Blair è diventato premier poco più che quarantenne cosa che fino a poco tempo fa in Italia era inimmaginabile. Perché in fondo il nostro Paese è una Paese gerontocratico: in tutti i posti chiave (università, banche, sindacati, istituzioni…) ci sono sessantenni e settantenni. Questo messaggio è stato recepito dai cittadini e per questo la sua figura ha raccolto soglie di consenso da record per il centro-sinistra. Rimango dell’idea che - come diceva un vecchio slogan - il futuro abbia radici antiche ma sono altrettanto convinto che con la nostalgia non si amministra, è necessario tenere saldi i valori e lavorare per concretizzare le azioni politiche in un mondo che cambia al “ritmo di internet”.

D.: Il periodo storico attuale non è dei migliori per la nostra Altamura. A stagnare non è solo l'economia cittadina, ma pure quello che dovrebbe rappresentare l'atteggiamento che si chiede per superare questa fase di crisi, ossia l'entusiasmo di un'alternativa che possa risollevare le sorti della comunità. Qual è il suo punto di vista, ossia quello di un uomo sempre impegnato nella vita politica del paese, ma pure di un imprenditore che in questo paese vive ed opera? 

R: La mia attività lavorativa mi porta a guardare da vicino la situazione economica cittadina. Paghiamo fortemente la crisi ma anche le scelte errate dei decenni passati. Oggi abbiamo la necessità di presentare alla Città un progetto di rilancio serio e strutturato, che prenda corpo attraverso azioni politiche innovative. Siamo indietro anche perché chi ci ha amministrato non ha avuto la voglia, il coraggio ma soprattutto un’idea di sviluppo alternativo. Se guardiamo al settore dell’agro-alimentare o turistico ci accorgiamo come le Città a noi vicine, Matera innanzitutto, lavorano fortemente per creare le condizioni di sviluppo, noi siamo stati immobili. E così per l’edilizia, per l’energetico, per il manifatturiero, per l’artigianato e il commercio. La politica dev’essere lo strumento che crea occasioni di sviluppo che possono riuscire o meno ma con il coinvolgimento di tutta una comunità. In questi anni, invece, gli imprenditori locali si sono sentiti soli contro le sfide del mercato. Invece bisogna far da se e non da soli. Ingegnarsi per recuperare fette di mercato nazionale ed internazionale e farlo insieme agli altri è più proficuo e sicuramente più economico. Quello che ci vuole è una politica che dia speranza. Speranza di cambiamento e di rinascita civile ed economica.

D.: Parliamo del Partito Democratico qui ad Altamura. Il suo segretario cittadino Agostino Portoghese ha già chiarito che la questione del nome del candidato a sindaco corrisponde ad una fase successiva a quella della redazione del programma per il governo della città. Chissà a che punto si è con ambedue le fasi ma, in ogni caso, se dovesse spettare a lei l'indicazione di un nome, a chi penserebbe?

R: Concordo con il mio Segretario. La fretta di conoscere il nome riflette esattamente gli errori del passato in cui non si era informati sul ‘cosa’ doveva fare una formazione politica ma solo sul ‘chi’. Sono convinto che oggi gli elettori siano diventati più esigenti del passato proprio per il disastro lasciato dalla destra in questi anni. Noi punteremo su quattro capisaldi (lavoro, trasparenza, ecosostenibilità e cultura) e su una proposta decisiva per le fasce più colpite dalla crisi (edilizia popolare, cooperative sociali, potenziamento servizi sociali e assistenza ai minori).
Per fare questo sono necessarie energie nuove, gente fresca che abbia la forza e l’entusiasmo di competere con le sfide rilevanti che ci attendono. Non ho nomi ma la convinzione che il centrosinistra debba caratterizzarsi per novità e rinnovamento, proprio come il “PD” ha fatto in questi anni.

D.: Quale potrebbe essere un consiglio fraterno che le verrebbe da dare al nuovo sindaco, chiunque questi possa essere e qual è, a suo parere, la problematica più urgente che la politica municipale dovrebbe affrontare con l'inizio del nuovo corso, quello che si inaugurerà dopo l'uscita di scena dell'attuale Governo?

R: Due consigli da ex amministratore: ascoltare i suggerimenti di tutti ma essere sempre autonomi nelle scelte e occuparsi immediatamente del crescente numero di altamurani che oggi non hanno una casa, un lavoro e vivono in condizioni di povertà.