Lecce, gli attori-detenuti si rimettono in gioco con professionalità
LECCE - Dopo il grande successo del 6 ottobre, tornano a calcare la scena del teatro Paisiello di Lecce gli attori-detenuti della Compagnia Io ci Provo guidata da Paola Leone con lo spettacolo L’ultima cena di Alfredo Traps, una storia grottesca tratta da La Panne di Durrenmatt. L’appuntamento è fissato per martedì 18 novembre, alle ore 21.
Prezzo minimo del biglietto: 6 euro. Il ricavato della vendita dei ticket servirà a sostenere il lavoro della Compagnia teatrale.
L’iniziativa è stata presentata oggi al Must di Lecce alla presenza dell’assessore al Turismo, Marketing Territoriale, Spettacoli ed Eventi, Luigi Coclite, della direttrice del Supercarcere di Borgo San Nicola, Rita Russo, del Comandante della Polizia Penitenziaria di Lecce, Roberto Secci, della regista dello spettacolo Paola Leone e di Alessio, uno degli otto attori-detenuti che si cimenteranno in questa rappresentazione teatrale.
“Loro ci provano, noi ci saremo”. Così l’assessore Luigi Coclite riassume sinteticamente l’importanza dell’evento e allo stesso tempo l’impegno dell’Amministrazione Comunale per far sì che lo stesso possa essere “calendarizzato, una volta l’anno”.
“Intendiamo creare una rete reale di inclusione sociale - spiega la regista Paola Leone - Attraverso questa esperienza gli attori si confrontano con il teatro e con la vita stessa. Il laboratorio teatrale Io ci Provo presente nel carcere di Lecce dal 2011 in questi anni ha costruito con pazienza e grande professionalità, fiducia e relazione, a piccoli passi ha dovuto farsi spazio in un carcere dove l’offerta formativa e ricreativa è molto ampia e diversificata, ma oggi il progetto Io ci Provo possiamo dire che rappresenta un esempio di buone pratiche da imitare, una traccia da seguire per costruire il cambiamento che permette di vedere la possibilità dell’impossibile”.
“Peraltro - aggiunge il Comandante della Polizia Penitenziaria di Lecce, Roberto Secci - sono stati gli stessi detenuti a scegliere di seguire questa attività teatrale. Non pensate che sia un percorso facile perché inizialmente bisogna superare anche gli sfottò dei compagni, poi occorre affrontare il pubblico; ma una volta iniziato diventa difficile abbandonarlo”.
“Ci mettiamo in gioco come persone investendo in maniera diversa sul nostro futuro”, sottolinea Alessio, uno degli otto attori-detenuti che saliranno martedì sera sul palcoscenico del teatro Paisiello.
“E’ sorprendente - afferma l’assessore Luigi Coclite - la grande professionalità dimostrata da questi attori, la loro capacità di coinvolgere il pubblico e l’aspetto realmente innovativo di questa iniziativa capace di portare il teatro fuori dal carcere coniugando l’aspetto sociale e quello culturale”.
“Per questi ragazzi – spiega Rita Russo, direttrice del supercarcere di Lecce – il teatro rappresenta la prima espressione di libertà, risponde al loro bisogno di spazio e di parola. Vorrei ricordare che il loro percorso è stato condiviso e seguiti passo dopo passo da un’equipe di professionisti della polizia penitenziaria che hanno abbracciato idealmente questo progetto”.
Saranno sempre otto i detenuti - così come avvenuto nello spettacolo del 6 ottobre - che avranno la possibilità di uscire dal carcere e raggiungere il teatro Paisiello martedì 18 novembre per svolgere un’attività lavorativa retribuita, come dei veri attori.
La storia che racconteranno martedì 18 gli attori-detenuti è una storia grottesca tratta da La Panne di Durrenmatt in cui un piccolo imprevisto, appunto una macchina in panne, diventa l’occasione perché il destino possa uscire da dietro le quinte e possa compiersi, facendo giustizia. Ed è proprio la giustizia il tema su cui il testo di Durrenmatt rivisitato da Mariano Dammacco e a dagli otto attori-detenuti, invitano il pubblico a riflettere. Non si tratta di definire una giustizia ideale, un dover essere che indichi la strada da seguire per realizzare o avvicinarsi a ciò che vi è di perfetto. Si tratta piuttosto di seguire le strade tortuose, grottesche, spesso feroci, lungo le quali la giustizia trova la sua realizzazione.
Prezzo minimo del biglietto: 6 euro. Il ricavato della vendita dei ticket servirà a sostenere il lavoro della Compagnia teatrale.
L’iniziativa è stata presentata oggi al Must di Lecce alla presenza dell’assessore al Turismo, Marketing Territoriale, Spettacoli ed Eventi, Luigi Coclite, della direttrice del Supercarcere di Borgo San Nicola, Rita Russo, del Comandante della Polizia Penitenziaria di Lecce, Roberto Secci, della regista dello spettacolo Paola Leone e di Alessio, uno degli otto attori-detenuti che si cimenteranno in questa rappresentazione teatrale.
“Loro ci provano, noi ci saremo”. Così l’assessore Luigi Coclite riassume sinteticamente l’importanza dell’evento e allo stesso tempo l’impegno dell’Amministrazione Comunale per far sì che lo stesso possa essere “calendarizzato, una volta l’anno”.
“Intendiamo creare una rete reale di inclusione sociale - spiega la regista Paola Leone - Attraverso questa esperienza gli attori si confrontano con il teatro e con la vita stessa. Il laboratorio teatrale Io ci Provo presente nel carcere di Lecce dal 2011 in questi anni ha costruito con pazienza e grande professionalità, fiducia e relazione, a piccoli passi ha dovuto farsi spazio in un carcere dove l’offerta formativa e ricreativa è molto ampia e diversificata, ma oggi il progetto Io ci Provo possiamo dire che rappresenta un esempio di buone pratiche da imitare, una traccia da seguire per costruire il cambiamento che permette di vedere la possibilità dell’impossibile”.
“Peraltro - aggiunge il Comandante della Polizia Penitenziaria di Lecce, Roberto Secci - sono stati gli stessi detenuti a scegliere di seguire questa attività teatrale. Non pensate che sia un percorso facile perché inizialmente bisogna superare anche gli sfottò dei compagni, poi occorre affrontare il pubblico; ma una volta iniziato diventa difficile abbandonarlo”.
“Ci mettiamo in gioco come persone investendo in maniera diversa sul nostro futuro”, sottolinea Alessio, uno degli otto attori-detenuti che saliranno martedì sera sul palcoscenico del teatro Paisiello.
“E’ sorprendente - afferma l’assessore Luigi Coclite - la grande professionalità dimostrata da questi attori, la loro capacità di coinvolgere il pubblico e l’aspetto realmente innovativo di questa iniziativa capace di portare il teatro fuori dal carcere coniugando l’aspetto sociale e quello culturale”.
“Per questi ragazzi – spiega Rita Russo, direttrice del supercarcere di Lecce – il teatro rappresenta la prima espressione di libertà, risponde al loro bisogno di spazio e di parola. Vorrei ricordare che il loro percorso è stato condiviso e seguiti passo dopo passo da un’equipe di professionisti della polizia penitenziaria che hanno abbracciato idealmente questo progetto”.
Saranno sempre otto i detenuti - così come avvenuto nello spettacolo del 6 ottobre - che avranno la possibilità di uscire dal carcere e raggiungere il teatro Paisiello martedì 18 novembre per svolgere un’attività lavorativa retribuita, come dei veri attori.
La storia che racconteranno martedì 18 gli attori-detenuti è una storia grottesca tratta da La Panne di Durrenmatt in cui un piccolo imprevisto, appunto una macchina in panne, diventa l’occasione perché il destino possa uscire da dietro le quinte e possa compiersi, facendo giustizia. Ed è proprio la giustizia il tema su cui il testo di Durrenmatt rivisitato da Mariano Dammacco e a dagli otto attori-detenuti, invitano il pubblico a riflettere. Non si tratta di definire una giustizia ideale, un dover essere che indichi la strada da seguire per realizzare o avvicinarsi a ciò che vi è di perfetto. Si tratta piuttosto di seguire le strade tortuose, grottesche, spesso feroci, lungo le quali la giustizia trova la sua realizzazione.

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