Marmo: “Agricoltori tartassati anche dopo la pensione”
BARI - “L’agricoltura pugliese vive un momento di grande difficoltà, tra calamità naturali ed emergenze. Come se non bastasse, chi si dedica all’attività, pur essendo in pensione da altre e diverse attività, viene tartassato da inutili ed ulteriori balzelli e la Regione dorme”. Lo dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale Nino Marmo, che ha depositato un’interrogazione consiliare a riguardo. “Ho già denunciato più di un anno fa – prosegue - all’assessore all’Agricoltura, che però non mi ha degnato di risposta, una situazione anomala in cui sono venuti a trovarsi, nei confronti dell’Inps, coloro che, già in quiescenza, si dedicano alla cura delle campagne in loro possesso o che hanno ricevuto in eredità. A persone prive del titolo di coltivatori diretti o prive della qualifica di Iap (Imprenditore agricolo professionale) viene richiesto l’obbligo assicurativo previsto per i lavoratori autonomi dell’agricoltura; contribuzione questa che non comporterà alcun vantaggio a queste persone perché, trovandosi in quiescenza, è stato già stabilito l’importo della pensione a cui hanno diritto. Posto che non è previsto sia dalla legge statale che da direttive regionali l’obbligo per i privati di richiedere alla Regione il riconoscimento della qualifica di Iap, né tantomeno la legge attribuisce all’ente la possibilità di riconoscerlo d’ufficio; perché la Regione sta procedendo, su richiesta dell'Inps, al riconoscimento d’ufficio della qualifica, in assenza di una domanda dei privati interessati?”. “Sarebbe opportuno, per scongiurare l'abbandono delle campagne – conclude Marmo - che la Regione ponesse la questione in sede di Conferenza Stato-Regioni, per una rinegoziazione politica che metta al riparo questi cittadini da ulteriori ed ingiuste spese”.
